Niente sconti in Senato, verso il sì al carcere
ROMA Per Luigi Lusi presto potrebbero aprirsi le porte del carcere. La richiesta di arresto per l'ex tesoriere della Margherita è giunta ieri a palazzo Madama e, questa volta, i senatori potrebbero votare a favore. Nessuno, o quasi, crede infatti che nella torbida vicenda dei soldi pubblici sottratti al partito per acquistare case o per pagarsi le spese del secondo matriomonio possa esserci fumus persecutionis. «Per noi un senatore è uguale a un cittadino» taglia corto Pier Luigi Bersani, che ricorda come Lusi sia stato cancellato dagli iscritti del Pd e non faccia più parte dei gruppo dei Democratici in Senato. E se Debora Serracchiani fa notare che il seggio parlamentare «non è uno scudo che serve a proteggere dall'azione della magistratura», Francesco Rutelli non infierisce sul suo ex tesoriere ma non rinuncia a prendersi una piccola rivincita: «Oggi la magistratura ha parlato con forza e chiarezza facendo emergere chi sono i colpevoli e chi sono le vittime. Credo che non ci sia da aggiungere altro». Dal Pd all'Udc, passando per l'Idv ed alcuni settori di Fli, nessuno vuole che vengano fatti sconti all'ex dirigente della Margherita. Al coro degli indignati si aggiunge anche il moderato Casini, che preannuncia quale sarà il responso dei centristi: «Noi siamo sempre rigorosi. Leggiamo le carte e decidiamo. Penso che saremo favorevoli all'arresto, evidentemente...». Non altrettanto sicuro è Angelino Alfano, che conferma la linea garantista tanto cara al Cavaliere e prende tempo. «Quando è in gioco la libertà di una persona, occorre prima leggere le carte per capire cosa c'è scritto» spiega, prudentissimo, il segretario del Pdl che poi aggiunge: «I senatori faranno sicuramente un lavoro serio che non parte né da giudizi preliminari né da pregiudizi ma parte dalla lettura degli atti». Chi non ha bisogno di leggere le carte è invece il dipietrista Felice Belisario. «Dall'inchiesta stanno emergendo accuse gravissime ed è doveroso consentire alla magistratura di fare il proprio dovere. Per questo» annuncia il capogruppo dell'Idv al Senato «voteremo a favore della richiesta di arresto». A non fare sconti è anche Italo Bocchino (Fli): «La richiesta di arresto per Lusi è il minimo che possa accadere in un paese normale».(g.r.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA