Tribunale a rischio, frenata sulla fusione con Voghera
TORTONA Ancora molta incertezza intorno al futuro del tribunale di Tortona, anche se, come spiega il presidente dell'Ordine degli avvocati, Enrico Zani, «dal Consiglio Nazionale Forense, l'organo deputato all'organizzazione dell'apparato giudiziario, sono arrivate notizie piuttosto confortantir Tortona: fra due settimane ci sarà un incontro tra Cnf e governo per dibattere la riorganizzazione, in quella sede si saprà qualcosa in più preciso». E' ancora d'attualità l'ipotesi di accorpare la Tortona con altre realtà vicine? «Meno di un tempo – risponde Zani – Si parlava di una fusione con Voghera, ma implicherebbe un ridisegno delle circoscrizioni giudiziarie che al momento non è previsto». E con Novi Ligure? «Nemmeno, perchè il potenziale bacino di utenza non raggiunge i 300mila abitanti, soglia minima». Quali sono allora le ragioni per cui si può sperare che il tribunale di Tortona non chiuda? «Le ipotesi allo studio: una sarebbe la proposta di passare la riorganizzazione giudiziaria nella forma di legge delega, che dilaterebbe i tempi e permetterebbe di fare le modifiche con più calma e approfondimenti; l'altra è l'ipotesi proposta dalla Corte d'appello di Torino, attuale riferimento unico per tutti i tribunali del Piemonte, che prevede il mantenimento delle singole sedi, associandole a una certa specializzazione e favorendo la mobilità dei giudici più che dei cittadini». Per cui, ospitando un giudice specializzato in determinati procedimenti, la sede resterebbe a disposizione per altri magistrati, che transiterebbero a Tortona appositamente qualora altri generi di processo lo richiedessero. Stefano Brocchetti