Senza Titolo
(segue dalla prima) Un'operazione quasi chirurgica a cui ha contribuito una vera e propria équipe di «esperti» che sono riusciti a farla franca per anni (talmente tanti che una parte di quei reati oggi sono già finiti in prescrizione). Si presenta così quella che gli investigatori ritengono essere una gigantesca truffa ai danni dell'Inps con la partecipazione attiva all'interno dell'Asl di Pavia di quattro persone già arrestate. Una cricca in piena regola, a quanto è dato di capire fin qui. Bastava - e così gli accusati avrebbero fatto, sempre secondo le ipotesi dell'accusa - cercare nei conti «dormienti». C'era solo da andare a vedere se e dove i parenti di persone passate a miglior vita non si erano presentati a reclamare ciò che era loro dovuto di arretrati su pensioni di invalidità e assegni di accompagnamento. Occorreva saper cercare nel posto giusto ed era necessario conoscere i piccoli meandri della burocrazia e i preziosi segreti del meccanismo del grande cervellone Inps che poteva essere comandato a distanza anche dagli uffici Asl. Una password era la chiave per aprire quel forziere senza più padroni. Qualche clic ben assestato ed ecco che si apriva il rubinetto che lasciava cadere i soldi nelle tasche di chi - compiacente o meno - diventava titolare di regalìe. Nulla era determinato dalla necessità e dal diritto acquisito attraverso quei controlli precisi e assillanti di cui spesso parla e di cui, altrettanto spesso, si lamenta chi si sottopone alla trafila per una pensione di invalidità. Si parla di una cifra da capogiro che oscilla tra gli 800mila euro e un milione. Si tratta di trecento e più beneficiati che la Procura ha ascoltato e sta ascoltando. La notizia, anche alla luce degli ultimissimi sviluppi che fanno ragionare sul ruolo di una cricca di impiegati e funzionari infedeli, è di quelle che creano grande rabbia. E altrettanto sconforto. Lo dicevano ieri mattina i tanti invalidi in coda agli sportelli Asl. Vedevano passare i carabinieri e non riuscivano ad essere contenti. Nei loro occhi non c'era neppure il sorriso beffardo di chi vede consumarsi una piccola vendetta. Come si fa ad essere contenti di una vicenda che appare solo odiosa agli occhi di chi soffre e aspetta. Si può solo chiedere e sperare che tutte le responsabilità vengano smascherate fino in fondo. Pierangela Fiorani su Twitter @FioraniP