Monti ai sindaci: no a rivolte sull'Imu

di Gabriele Rizzardi wROMA «E' inaccettabile l'ipotesi che non si paghi l'Imu perché si tratterebbe di evasione fiscale». Travolto dalle critiche del Pdl, davanti alla minaccia dei sindaci leghisti che si dicono pronti alla disobbedienza fiscale e nel giorno in cui il governo viene battuto al Senato su un emendamento dell'Idv che vuole tagliare le pensioni d'oro dei manager pubblici che viene votato da 72 senatori del Pdl, 8 del Pd e 6 del Terzo Polo, Mario Monti avverte: «L'evasione fiscale merita un trattamento molto rigoroso da parte dello Stato». E se il Pdl insiste sulla compensazione tra crediti e tasse da parte delle imprese, il premier risponde ad Alfano a brutto muso: «Sarebbe disobbedienza fiscale». Ma a preoccupare il presidente del consiglio non è solo la rivolta contro l'Imu, che ieri ha spinto il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, a ricordare quali sono i doveri dei primi cittadini: «I sindaci sono ufficiali di governo, hanno funzioni istituzionali ed è bene che non dimentichino mai che portano la fascia tricolore». Una precisazione alla quale ribatte con malcelato fastidio Graziano Del Rio che dell'Anci (Associazione dei Comuni) è il presidente: «Quel che dice Cancellieri è giusto ma noi vorremmo che lo Stato non si ricordasse che noi siamo un pezzo della Repubblica solo quando si tratta di riscuotere le tasse e gestire l'ordine pubblico». Ed è in questo quadro che Monti, in serata, si fa vivo per dare il benservito alla vecchia maggioranza berlusconiana e per ricordare che la strada che dovrebbe portare il paese nella fase della crescita è ancora tutta in salita. «L'insufficiente crescita dell'Italia è esistita ed è stata negata fino a poco tempo fa. Credo che non basterà poco tempo per far crescere il paese, per quanto brillanti possano essere i governi» precisa il premier, per il quale senza i vincoli di bilancio imposti dalla Germania l'Italia «vagherebbe nel vuoto». Ma la doccia fredda c'è anche per chi (non sono molti) si aspetta dalla riforma del lavoro soluzioni miracolistiche. Monti invita infatti a «non aspettarsi troppo» da riforme strutturali come quella del lavoro e punta il dito anche contro la Ue: «Non sta certo facendo molto bene sulla crescita».L'altolà del premier sul pagamento dell'Imu arriva al termine di una giornata scandita dalle proteste dell'Anci, che accusa il governo di fare una patrimoniale sull casa e poi di «nascondersi» dietro la faccia dei Comuni, e dagli attacchi continui del Pdl. Angelino Alfano rivendica il merito di aver tolto l'Ici sulla prima casa e si dice pronto a rifarlo anche domani. Ma il compito di presentare il conto al governo è affidato a Fabrizio Cicchitto. «Per ciò che riguarda la casa, ribadiamo il fatto che l'Imu è iniqua e che quindi bisogna intervenire per ridurne la durezza dell'impatto che a fine giugno può essere devastante. Una delle ipotesi» aggiunge il capogruppio del Pdl alla camera «è che essa sia una tantum». Sull'Imu interviene anche Pier Luigi Bersani per il quale il peso della tassa è «effettivamente micidiale». A differenza di quel che chiede il Pdl, il segretario del Pd propone di redistribuire il carico fiscale attrverso l'istituzione di una «imposta patrimoniale» sui «grandi patrimoni» e invita gli espojnenti del Pdl a «stare zitti almeno un giro». ©RIPRODUZIONE RISERVATA