Miradolo, sospese le ricerche del prof
MIRADOLO Le ricerche di Luigi Chini sono state sospese martedì sera. Non ha dato esito favorevole neppure l'imponente schieramento di uomini e mezzi della provincia di Pavia scesi in campo per scandagliare le sponde del Po alla ricerca di qualche ulteriore indizio, dopo il ritrovamento delle chiavi di casa sul ponte del Po, che potesse ricondurre al docente scomparso ormai da una settimana. Sono state circa venti le protezioni civili coinvolte nelle operazioni di ricerca, in rappresentanza di altrettanti comuni del Basso pavese per un totale di 70 persone, insieme ai cavalli delle giacche verde, utili per battere le sponde più vicine all'acqua e gli uomini del soccorso alpino che hanno preso il comando delle operazioni nel quartier generale installato a Lido Po. Presenti anche i carabinieri di Chignolo, la polizia locale di Pieve Porto Morone e il sindaco di Miradolo Terme Gianpaolo Troielli e il vice sindaco di Pieve. Le ricerche sono andate avanti per tutto il pomeriggio sotto una pioggia battente e si sono concluse intorno alle 18.30. L'obiettivo naturalmente era quello di ritrovare il professore ma anche di poter garantire con precisione che nella zona oggetto delle ricerche l'uomo scomparso non c'è. Non sono arrivati i cani molecolari, attesi in un primo momento, perchè ormai era trascorso troppo tempo sia dalla scomparsa dell'uomo che dal ritrovamento dell'auto e il loro intervento sarebbe stato inutile. Anche sulla sponda emiliana le ricerche sono proseguite per tutto il giorno con circa 50 uomini schierati. Tutta la zona è stata battuta palmo a palmo ma del professore del Maffeo Vegio di Lodi nessuna traccia. Intanto emergono nuovi elementi che lasciano aperte diverse ipotesi come quella di un allontanamento volontario e studiato a tavolino anche se sono in molti a pensare che Chini, che aveva paura dell'acqua, abbia compiuto un gesto inconsulto. Massimiliano Scala