Città di Pavia, ora si taglia in busta paga

di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Busta paga più leggera, già da marzo, per i circa 200 dipendenti della clinica Città di Pavia. L'azienda taglia il premio di produttività del 25 per cento rispetto allo scorso anno. E il budget a disposizione da ridistribuire tra i lavoratori del comparto passa dai 312mila euro del 2011 ai 255mila di quest'anno. Settantamila euro in meno. I sindacati, che ieri mattina hanno incontrato i vertici dell'ente, analizzano i dati storcendo il naso. «Stiamo attraversando una profonda crisi in tutti i settori, sanità compresa – dice Andrea Galeppi (Uil) – Non era certo il momento di fare un taglio sugli stipendi del personale». Tagli che variano, a seconda di incarico e ruolo, da 30 a 200 euro al mese. Da 240 a 200 euro in meno sullo stipendio di chi lavora in sala operatoria e che subisce anche un ulteriore taglio: «Queste figure professionali percepivano una quota aggiuntiva di 5 euro a intervento che gli consentiva di raggiungere complessivamente 150-200 euro mensili. Cifra da non sottovalutare e che ora è stata congelata» fanno notare Sandro Vaccari e Domenico Mogavino (Cisl). Inoltre 76 infermieri (e ostetriche) si vedranno ridurre da 180 a 160 il premio, il centinaio di oss, ausiliari e amministrativi passeranno dai 50-70 euro a 36. E così pure i tecnici di laboratorio. «Da due anni aspettiamo il rinnovo del contratto – commenta Gilberto Creston (Cgil) – Facciamo notare come altre strutture del privato accreditato anche nella nostra provincia siano riuscite a garantire i benefici economici usando altri strumenti. Città di Pavia no. In più dà una consistente sforbiciata al premio di produzione». L'accordo decentrato era stato sottoscritto nel 2009. Rinnovato tacitamente di anno in anno. Fino a dicembre 2011 quando l'azienda, alla luce di una contrazione del fatturato legata anche alla riduzione di posti letto, ha deciso di ridurre il budget. Ma per un errore contabile ha pagato i premi regolarmente nei mesi di gennaio e febbraio. Poi ha bloccato le operazioni. «Però non ci è stato comunicato in anticipo, ci siamo trovati di fronte al fatto compiuto – dicono i sindacati che hanno convocato per giovedì 10 un'assemblea di tutti i lavoratori –. Una mossa che contestiamo anche nel metodo». Non si profila il rischio che l'azienda chiesa una restituzione. Potrebbe piuttosto essere raggiunto un accordo per un conguaglio: i premi di gennaio e febbraio diventerebbero un anticipo del premio, più ridotto, previsto per il 2012.