Deve lasciare casa e impiego portiere si toglie la vita
NAPOLI Forse è stato il sopralluogo dei proprietari, che gli ha ricordato l'obbligo di lasciare casa sua tra qualche mese. Forse l'onda lunga della lettera di licenziamento ricevuta tempo fa e il dolore per la recente morte della madre. Potrebbero essere questi i motivi che hanno spinto un uomo di 56 anni, G.C., portiere di uno stabile in corso Garibaldi, a Napoli, a suicidarsi. L'uomo era divorziato e aveva due figli. L'appartamento in cui viveva è di proprietà di un'agenzia immobiliare poi fallita, e il curatore ne stava valutando la vendita. Lui stesso alla fine del 2011 aveva ricevuto la lettera di licenziamento. «Dite a mamma che non posso più passarle l'assegno», aveva detto ai figli qualche giorno fa. Da due giorni non si vedeva in giro e ieri mattina non era al suo posto in portineria. La sua assenza ha insospettito i condomini che hanno dato l'allarme alla polizia. Secondo quanto si è appreso, sabato scorso, dopo aver chiuso la portineria l'uomo si è suicidato impiccandosi con una corda nella propria abitazione.