Rai, si apre la partita per il rinnovo del Cda

ROMA Silvio Berlusconi ha già fatto sapere che chi tocca la Rai muore. Ma malgrado il diktat pronunciato dal leader del Pdl qualcosa si muove. Il Cda Rai è scaduto e la commissione di Vigilanza mette in moto il meccanismo per nominare un nuovo Cda. La bicamerale, alla quale spetta in base alla legge Gasparri la nomina di sette dei nove consiglieri Rai (gli altri due competono all'azionista di riferimento, ovvero il ministero dell'Economia) si riunirà mercoledì prossimo per definire gli adempimenti di competenza della Commissione in vista dell'Assemblea degli azionisti, convocata per il 4 maggio in prima e per l'8 in seconda convocazione. Il governo, soprattutto Corrado Passera il ministro dello Sviluppo al quale è affidata la pratica Rai, premono per nominare un nuovo Cda. La grana sarà affrontata solo il voto amministrativo per evitare nuove fibrillazioni in una maggioranza già divisa su quasi tutto. Pdl e Lega vanno al voto separate ma in Rai mantegono una solida alleanza. Entrambi i partiti vogliono prorogare l'attuale Cda e il direttore generale, Lorenza Lei. Il Pd con Pier Luigi Bersani ha più volte ribadito di volere una riforma della governance interna. «Noi non parteciperemo a un nuovo Cda», continua a ripetere il segretario Pd. Dunque per il governo dei tecnici la strada per sbloccare la situazione è in salita. A pochi giorni dall'autocandidatura di Carlo Freccero e Michele Santoro che hanno scritto una lettera pubblica a Mario Monti per spiegare quale sarebbe il loro progetto di tv pubblica, la destra vede come fumo negli occhi la possibilità di vedere uno dei due al timone di viale Mazzini. «Sarebbe una sorta di teleCorea», avverte un dirigente Pdl. «Il governo la smetta di trincerarsi dietro la commissione di vigilanza e avvii subito, come permesso dalla legge, le procedure per le nomine di sua competenza, nel segno della trasparenza e della professionalità», sollecita Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei valori. In effetti l'ipotesi alla quale starebbe lavorando Passera prevederebbe il rinnovo del Cda Rai. Via tutti i consiglieri, compreso quello del Tesoro, Angelo Maria Petroni. Il governo punterebbe su un presidente Rai di altissimo prestigio, un direttore generale capace di metttere mano alla macchina, dunque il candidato ideale potrebbe essere un interno. E unconsigliere del Tesoro capace di procedere con tagli e ristrutturazioni. L'ideale per Passera sarebbe di riuscire a modificare i criteri di nomina del Cda, cambiando la legge Gasparri. Ma il veto del Pdl potrebbe far saltare l'operazione. Il Cavaliere che ha già dovuto subire lo smacco di veder rimosso Augusto Minzolini dal Tg1 insiste per non modificare in nulla l'attuale assetto in Rai. Le politiche si avvicinano e Berlusconi teme di non avere sponde a viale Mazzini.(m.b.)