Inflazione, aumenti record per il carrello della spesa

ROMA Il carrello della spesa, ovvero i prodotti di largo consumo, alimentari ed energetici per intenderci, ad aprile ha segnato (rispetto allo scorso anno) un +4,7%. Un incremento così non si vedeva dal 2008. La colpa, dicono in coro le associazioni commercianti, gli agricoltori e i petrolieri, è delle accise e dell'Iva. Su base annua, passando a parlare dell'indice nazionale dei prezzi al consumo, l'inflazione fin qui acquisita è del 2,7% su base annua, ma per Confcommercio alla fine dell'anno sarà oltre il 3% da cui la richista, vecchio cavallo di battaglia del presidente Sangalli, del blocco dell'aumento dell'Iva previsto per ottobre. L'inflazione da una parte, la disoccupazione dall'altra. Secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) i disoccupati in Italia hanno raggiunto il 9,7%, ma il dato potrebbe essere anche più alto aggiungendo ai 2 milioni e 100mila disoccupati ufficiali anche i 250mila lavoratori in cassa integrazione. E' il tasso di disoccupazione più alto dal 2001. Tornando all'inflazione salta agli occhi nei dati dell'Istat su aprile il peso degli energetici, al netto di questi prodotti il tasso di inflazione sarebbe fermo al 2,2%. E qui la benzina e il gasolio, da una parte, gas e luce, dall'altra, la fanno da padroni. Tanto che l'Unione petrolifera, l'associazione di categoria dei produttori di prodotti petroliferi, si affretta a stigmatizzare come sull'aumento dei carburanti sia rilevante il peso delle accise stabilite dal governo. Confrontando aprile 2012 su aprile 2011 l'Up fa notare che sulla benzina l'accise è aumentata del 23% e sul gasolio addirittura del 37%. In termini assoluti le accise sulla benzina valevano 0,57 euro per ogni litro nel 2011 e valgono oggi 0,70 euro, mentre sul gasolio si è passati da 0,43 a 0,59 euro a litro. E tutto questo al netto dell'Iva cresciuta di un punto, al 21%, e che si scarica anche sul prezzo industriale. Certo è che la benzina aumenta del 3,1% sul mese di marzo e del 20,8% su un anno fa (maggior aumento registrato dal 1996), il gasolio dello 0,9% in un mese e del 20,5% in un anno. Gas, Gpl e elettricità aumentano rispettivamente (rispetto allo scorso anno) del 15,1, 12,5 e 10,9%. Sempre per restare al carrello della spesa gli alimentari che più aumentano sono il caffé, +11,6%, le uova, +4,2%, il vino, +3,8% e i formaggi, +3,6% (calcolati su base annua). Gli aumenti, fra rilevare la Coldiretti, nel settore alimentare sono da legare soprattutto all'aumento del costo dei carburanti. Ma il dato che preme ai coltivatori è la contrazione dei consumi: i prezzi aumentano e la gente taglia anche sui beni alimentari. Il calo è stimato intorno al 2%, calo che si aggiunge all'1,3% registrato lo scorso anno (con tagli sensibili, -2,2% persino sul latte fresco). L'Ilo oltre a fornire i dati sull'occupazione, parla anche di consumi per dire che «la ripresa in Italia è frenata dalla contrazione del consumo privato e che tale contrazione è aggravata dal fatto che gli stipendi crescono meno velocemente rispetto all'inflazione». Sempre secondo l'Ilo schizza al 32,6% il tasso di disoccupazione giovanile, quasi raddoppiato rispetto al 2008, mentre i disoccupati di lunga durata rappresentano il 51,1% del totale e i lavoratori che si sono arresi e non cercano più un'occupazione sono il 5%. (a.ce.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA