Violenza sessuale Questa mattina in 3 davanti al gip

VOGHERA Questa mattina i tre vogheresi arrestati per la violenza carnale davanti alla discoteca Alcatraz potranno raccontare al giudice delle indagini preliminari la loro versione dei fatti. Stamattina ci sarà infatti l'udienza di convalida dell'arresto a carico di Alessandro Vezza, 25 anni; suo padre Walter Vezza, 53 anni, e l'amico Maurizio Paraventi, stessa età. In base ad alcune voci raccolte da "radio carcere" (i tre non sono in isolamento) si sa che gli indagati sono intenzionati a negare ogni addebito. Intanto sono emersi i dettagli della notte di violenza che ha portato una ragazza in ospedale e loro tre in galera. La vittima dello stupro (solo tentato) e delle percosse con torture (compiute) è una ventenne fiorentina che lavora da alcuni mesi in un'azienda della zona di Montebello. Giovedì notte, all'uscita della discoteca Alcatraz di strada Santa Maria Bianca, la giovane aspetta delle amiche che devono portarla a casa. Approfittando del fatto che la 20enne ha bevuto troppo i tre - secondo l'accusa - la fanno salire su un furgone, con la scusa di darle un passaggio: invece tentano di violentarla. La ragazza urla: i tre decidono di portarla via con una Smart, per raggiungere un posto più tranquillo. Alle 3.30 una pattuglia del nucleo radiomobile di Voghera vede quattro persone in piedi vicino alla Smart. Non c'è motivo per intervenire subito, ma i militari non sono convinti: piazzano quindi un posto di blocco alla fine della via. Poco dopo arriva la Smart, con a bordo quattro persone anche se ci sono solo due posti. Guida Walter Vezza; al suo fianco c'è Paraventi, che tiene sulle ginocchia la ragazza. Rannicchiato nel bagagliaio c'è Alessandro Vezza. Appena la Smart si ferma, la ragazza si catapulta fuori, in lacrime. Ha i vestiti strappati, è quasi nuda, sul seno si vedono profondi graffi che sanguinano. Le hanno spento anche una sigaretta sul braccio destro. La 20enne è sotto shock, non parla e non vuole farsi portare neppure all'ospedale. Nel frattempo arrivano le amiche. Le altre ragazze, insieme al tenente dei carabinieri Sandra Agosti e al capitano Francesco Zio, riescono a convincerla ad andare all'ospedale, dove vengono trovati altri graffi nelle parti intime e all'interno delle cosce, lesioni ed ecchimosi. Per configurare la violenza sessuale di gruppo è più che sufficente, ma il magistrato potrebbe accusarli anche di sequestro di persona. su twitter @paolofizzarotti