«Truffa? No, era un'estorsione»
PAVIA Due anni e otto mesi di reclusione: questa la condanna che la terza corte d'appello ha ritenuto congrua per Gaetano Caruana accusato di estorsione per aver costretto Mario Antelli , direttore della filiale di San Martino della Cassa di Risparmio Parma e Piacenza a consegnarli in due fasi la somma di 390 mila euro a titolo di risarcimento per operazioni danneggianti alcuni suoi amici. In primo grado il Carusana, che risiede a Belgioioso, era stato condannato a Pavia dal giudice Erminio Rizzi a due anni e otto mesi e contro questo verdetto aveva fatto impugnazione attraverso l'avvocato Massimo Marmonti che ieri, in aula dopo la relazione del giudice Carmen D'Ambrosio, ha invocato l'assoluzione sostenendo che non c'erano gli elementi costitutivi del reato di estorsione. In subordine il legale ha sostenuto che al massimo si sarebbe potuto parlare di truffa. Dopo una lunga camera di consiglio , il collegio giudicante ha accolto la tesi del sostituto procuratore generale Federico Prato ed ha confermato il verdetto emesso a Pavia . Annibale Carenzo