Roma, rapina nel sangue ucciso ex della "Magliana"

di Fiammetta Cupellaro wROMA Li hanno aspettati all'alba fuori del loro garage. Sapevano che i due gioiellieri romani avevano in macchina una valigetta con 75mila euro di gioielli. Per i tre rapinatori, Angelo Angelotti, 62 anni ex affiliato della banda della Magliana; Stefano Pompili, 52 anni implicato nell'indagine sull'omicidio di un gioielliere e Luigi Valente di 44 anni, tutto il «lavoro» sarebbe dovuto durare pochi minuti. Ma le cose sono andate diversamente. Non avevano fatto i conti con la reazione dei due commercianti, i fratelli Luca e Andrea Polimadei, di 31 e 36 anni, che erano armati e hanno sparato ai rapinatori. Il bilancio è pesante: Angelo Angelotti che nella banda della Magliana chiamavano il «caprotto» è stato freddato, mentre Valente è stato ferito gravemente. E' durata invece poco la fuga di Pompili che, colpito al torace, è stato costretto a chiedere aiuto in un pronto soccorso. Roma dunque si è nuovamente svegliata con la notizia di un'altra sparatoria questa volta nel quartiere di Spinaceto. La dinamica ricorda la tentata rapina di Tor Pignattara dove a gennaio vennero uccisi il commerciante cinese e la figlioletta di diciotto mesi. Ieri Luca e Andrea Polimadei, titolari di una gioielleria all'Eur e di un «Compro oro» stavano partendo per una fiera a Monaco. L'agguato è scattato alle 5,30 all'uscita del garage ed erano a bordo di una Tojota. I gioiellieri, hanno raccontato agli uomini della squadra mobile che il furgone Peugeot con le tre persone, parcheggiato davanti l'ingresso, li aveva insospettiti. Così, quando i rapinatori li hanno speronati e hanno intimato ad entrambi di scendere, uno dei commercianti ha subito tirato subito fuori la pistola ferendo gravemente Luigi Valente e uccidendo Angelo Angelotti. Secondo gli investigatori che per anni hanno seguito le vicende della banda della Magliana, Angelotti era tra coloro che attirarono in un agguato «Renatino» De Pedis, il «Dandi» (il boss è sepolto in una chiesa di Roma) ucciso dietro Campo dei Fiori. Da quel giorno sono passati decenni, eppure Angelotti non solo era evidentemente ancora molto attivo, ma aveva intrecciato legami con gli «emergenti». E per gli investigatori la ricomparsa sul campo dei malavitosi anni '70 lascia intuire accordi tra diversi gruppi malavitosi nella Capitale, ancora da decifrare, ma che lasciano intravedere scenari inquietanti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA