Pizza o amatriciana Il menù dei pavesi lo decide lo sconto
Prezzi sugli scaffali dei supermercati: ecco come si muovono le quotazioni di alcuni generi in alcuni punti vendita della città di Pavia . Sono stati presi in considerazione questi supermercati: Bennet, Carrefour, Esselunga e il gruppo Gulliver. La spesa virtuale ha riguardatoi prodotti di largo consumo che compaiono spesso nei carrelli della spesa costituendo la classica scorta della dispensa domestica ovvero olio, tonno e pasta. Per ogni prodotto è stato rilevato il prezzo di un prodotto a marchio (tranne che nel caso del gruppo Gulliver che non ha prodotti con il proprio logo) e quello dello stesso prodotto con uno dei marchi più conosciuti. Di ogni prodotto è stato controllato il prezzo al chilo o al litro. Di volta in volta faremo questa spesa «virtuale» considerando altri punti vendita della provincia o altri prodotti campione con l'intento di fornire una panoramica di base su aumenti e offerte. PAVIA «Lo prendo, intanto che costa meno». é il nuovo slogan della casalinga pavese. Poco italiano, forse. Ma molto efficace. Si spinge il carrello seguendo l'onda delle offerte. E se lo sconto è interessante si fa la scorta, «intanto che costa meno», dice una signora mentre si accaparra tre barattoli di passata di pomodoro. Dall'olio alla pasta, dai biscotti alle merendine, ma anche carne e pesce, pizza e gelati. Gli scaffali si svuotano rapidamente: «intanto che costa meno». E' lì che si butta il consumatore a cui spesso, appena entrato nel supermercato, si propongono alcuni dei prodotti in offerta. Senza distinzione tra genere alimentare e non. Così si allunga la mano sullo shampoo e sul detersivo per piatti per poi raggiungere l'olio e il riso. E ogni settimana le offerte cambiano, come viene segnalato con cura dalla miriade di volantini lasciati porta a porta. Unlenco di prodotti scontati del venti o del trenta per cento, un panorama dettagliato delle "occasioni" settimanali, fino al tre per due e agli sconti di chi possiede la carta del supermercato. Ma se anche è in aumento la scontistica a volantino e migliora l'efficacia delle promozioni, le cosiddette offerte civetta, in tempo di recessione, non svolgono più la loro funzione di traino. «Il sistema delle offerte speciali in passato serviva a coinvolgere i consumatori per poi attrarli verso altri prodotti non scontati – spiega Antonella Zucchella, docente di marketing dell'università di Pavia -. Adesso il comportamento del consumatore è cambiato, la sua attenzione si colloca solo sullo scaffale delle offerte, ma non è interessato ad altri prodotti, se non mancano nella dispensa». Insomma le promozioni non trascinano i consumi dei generi non scontati. Se servono, si prendono. Le pizze tirano da matti: si fa cena senza spendere molto. E' l'effetto della crisi che obbliga le famiglie a risparmiare. E c'è chi insegue esclusivamente le offerte. «A dimostrare questa nuova tendenza – sottolinea Mario Spadini, presidente di Federconsumatori – è la significativa diminuzione della percentuale di clienti fidelizzati, scesa dall'85 al 60%". E a fornire un aiuto ai consumatori sono proprio i volantini che i supermercati diffondono in modo capillare, tanto che il loro utilizzo è cresciuto di circa il 20% rispetto allo scorso anno e che il numero delle referenze, in media 128 su volantino, è aumentato, nel 2011 rispetto al 2010, del 16%. «Leggo con attenzione tutte le pubblicità che arrivano a casa e poi compro dove l'offerta è più interessante", ammette un signore sui cinquant'anni che di lavoro faceva l'operaio ma ora si trova in cassa integrazione. E per molti diventa fondamentale risparmiare, anche sul comparto alimentare che ha registrato un deciso indebolimento nella domanda. Ma, secondo Federconsumatori, dietro ai grandi sconti esiste una raffinata politica commerciale. «Lo scaffale si svuota velocemente anche perché la quantità di merce offerta è scarsa – assicura Spadini – E questo è un trucco utilizzato dalla grande e media distribuzione, perché in ogni caso si compra comunque qualcosa. E' chiaro che si evita il superfluo, ma si esce comunque con prodotti nel carrello». Stefania Prato