Voghera, un cranio di 126mila anni fa trovato lungo il Po

A partire da mercoledì della prossima settimana il teschio sarà visibile al pubblico presso il Civico museo di scienze naturali di Voghera, in via Gramsci 1. La segnalazione del cervo megacero in questa zona è particolare per due motivi: il primo è che è la segnalazione più a Sud di tutta Europa (probabilmente questi animali non hanno mai oltrepassato il Po), secondo perché in Italia è stato segnalato, a parte in questa zona, solo a Ranica (Bergamo). Questi gli orari del Museo: martedì, giovedì e venerdì dalle 9,15 alle 12,30 e dalle 14 alle 17; mercoledì dalle 9,15 alle 12,30, il sabato dalle 14,30 alle 17. Ingresso gratuito, se si vuole la visita guidata costa due euro (un euro per i gruppi di almeno 15 persone) e si deve prenotare al numero 0383 /644200. VOGHERA Era il 18 marzo, sul Po il signor Federico Arienti, appassionato di pesca, stava aspettando che i pesci abboccassero. A un certo punto qualcosa che spunta dalla sabbia attira la sua attenzione, così si avvicina incuriosito. Una volta dissotterrato l'oggetto misterioso, fatica a credere ai suoi occhi: davanti a lui, in una zona normalmente coperta da un metro d'acqua, c'è un teschio. Un teschio di dimensioni notevoli, dotato anche di un bel palco di corna. Nel dubbio che il ritrovamento possa essere di un qualche interesse scientifico, il pescatore gli scatta una foto, e tornato a casa la posta su un forum chiedendo l'opinione degli altri iscritti. Passano pochi giorni e della scoperta viene informato Paolo Andreata, studente di scienze naturali all'Università di Milano, che subito se ne interessa e accorre sul posto. E' il 23 marzo e nei pochi giorni in cui è stato esposto alla luce solare, il cranio ha cominciato a deteriorarsi: «L'acqua – spiega la zoologa Silvia Di Martino- distrugge velocemente i tessuti, ma è in grado di conservare bene le ossa. Per questo motivo appena uscito dal fiume il teschio ha subito iniziato a sgretolarsi e se non fossimo arrivati velocemente probabilmente sarebbe andato perso.» E' stata una serie di fortunate coincidenze, quindi, quella che ha portato al recupero di questo prezioso reperto fossile. Ebbene si, quello che è casualmente emerso dalle acque del Po è un cranio maschile pressoché intero di Megaloceros giganteus, volgarmente detto cervo megacero. Questa particolare specie proveniente dalla Cina comparve in Europa durante il Pleistocene Medio (tra 781.000 e 126.000 anni fa) e abitava in aree umide e taiga aperta. Dotato di enormi palchi di corna in grado di superare i 3,5 metri di ampiezza, il maschio adulto misurava anche più di 180 centimerti al garrese (cioè alla spalla). La sua scomparsa dalla Pianura Padana pare sia avvenuta alla fine dell'ultima glaciazione, circa 20.000 anni fa. «Sebbene questo non sia il primo ritrovamento di questo genere- ha detto la dottoressa Simona Guioli, direttrice del museo di scienze naturali del Comune di Voghera, che con una conferenza stampa ha reso pubblica la scoperta, alla presenza dell'assessore alla cultura Marina Azzaretti - la conservazione quasi completa del cranio, che abbiamo subito provveduto a restaurare, lo rende uno dei più significativi. Il nuovo arrivato sarà in ottima compagnia: già da molto tempo, infatti, il nostro museo conserva anche uno dei pochissimi teschi femminili di cervo megacero, più rari perché più fragili». Lungo le rive del Po non è difficile imbattersi in resti di mammiferi del periodo quaternario, ma il più delle volte si tratta di campioni parziali, usurati o frammentati, appartenenti ad animali assai comuni come cavalli o bovidi. «Ciò che renderebbe ancora più interessante questo reperto, - aggiunge la dottoressa Di Martino- sarebbe scoprire il modo in cui l'esemplare è morto. Se infatti ad ucciderlo fosse stato un uomo, ci si aprirebbero nuovi orizzonti di ricerca. Certo al momento è troppo presto per sbilanciarsi, ma non vediamo l'ora di proseguire gli studi per scoprire qualcosa di più» Serena Simula