Corteolona, sfrattata famiglia con 2 figli
«Per questa famiglia siamo già intervenuti con un fondo di solidarietà: l'Aler si è assunta la metà dell'onere, e l'altra metà è stata versata dal Comune. Difficile fare di più, soprattutto tenendo conto delle scarse risorse economiche che le amministrazioni hanno a disposizione». Il sindaco di Corteolona, Angelo Dossena, sta seguendo il caso. «Da tempo stiamo monitorando la situazione con i Servizi sociali – dice il primo cittadino –. Ma se l'affitto non viene pagato, il Comune non può subentrare e risolvere la situazione». E i minori affidati al Comune? «I ragazzi vengono già mandati nella casa di accoglienza di Belgioioso a spese del Comune – risponde il sindaco –. Lì mangiano, fanno i compiti, poi alla sera vanno a casa». Una casa in cui, dal 24 maggio, rischiano di non poter più però ritornare. «Più di così non si può fare – assicura il sindaco –. Anche perché ci sono tanti cittadini che a Corteolona avrebbero bisogno allo stesso modo, ma l'amministrazione fa quel che può. Per i servizi sociali spendiamo ogni anno 300mila euro. Quindi una famiglia può essere aiutata una volta, poi però bisogna trovare il modo affinché queste famiglie possano andare avanti da sole. Sono contento che il giudice abbia concesso la proroga: se questa famiglia dimostra che riesce a poco a poco a pagare, credo che i problemi saranno risolti». Il sindaco Angelo Dossena garantisce, però, che ci sarà attenzione per i minorenni coinvolti nella vicenda: «Se ci sarà bisogno, ci prenderemo cura dei bambini». di Maria Fiore wCORTEOLONA Un debito di 5mila euro con l'Aler. E una famiglia di Corteolona - padre, madre e due figli minorenni Thomas, di 13 anni, e Nicholas, di 9 - è in mezzo a una strada. Lo sfratto, per la precisione, dovrebbe diventare esecutivo il 25 maggio: all'udienza di ieri, fissata proprio per la convalida dello sfratto, il giudice del Tribunale di Pavia Nicoletta Tornese ha deciso di concedere una proroga, per consentire alla famiglia, che abita nelle case popolari di via Romagna, di saldare il debito. «Ho fatto un versamento di 400 euro – spiega Sabrina Brambilla, 37 anni, sventolando la ricevuta del pagamento appena fatto –. Ma anche se dovessi avere altri due mesi di tempo, non riuscirei a saldare tutto. Non c'è solo l'affitto di casa, ci sono anche le bollette di luce e gas. E non posso permettere che la corrente elettrica venga tagliata: mio marito deve dormire con una macchinetta salvavita, che gli consente di respirare di notte. Cosa chiedo? Che il Comune ci aiuti. Ci sono due bambini di mezzo». I minori, peraltro, sono già seguiti dai Servizi sociali e affidati al Comune di Corteolona, che a quanto pare non ha le risorse economiche per dare alla famiglia un alloggio alternativo. Il bambino più piccolo, di 9 anni, soffre anche di una grave patologia agli occhi. «Mio figlio è di fatto quasi cieco – dice la madre –. Ha la retina bruciata. E non posso nemmeno avviare le pratiche per il riconoscimento di invalidità perché ci vogliono troppo soldi». Da poco la donna, che è seguita dall'avvocato Rosario Tripodi, ha trovato un lavoretto a Belgioioso: si occuperà di accompagnare i bambini a scuola e sorvegliarli sul pulmino. Il marito, Guido Caci, 47 anni, fa l'operaio tuttofare nello stesso comune. «Questi lavoretti non ci basteranno però a pagare il debito con l'Aler, accumulato in tre anni, dopo che mio marito aveva perso il lavoro per problemi di salute», dice la donna. I genitori hanno altre due figlie, di 16 e 14 anni, che abitano però a casa della nonna paterna. «Mia suocera ci dà una mano – spiega Sabrina Brambilla –. Ma se ci sfrattano, non potrà prendersi cura di tutti. Saremo costretti a vivere in un camper». Per trovare una soluzione, almeno per i minori, l'avvocato Tripodi ieri mattina si è rivolto anche alla prefettura di Pavia. «Dopo varie telefonate, mi è stato garantito che il caso sarà esaminato con attenzione – spiega il legale –. Anche perché c'è un problema a monte: i figli sono affidati al Comune di Corteolona, che è obbligato a provvedere a loro. Il sindaco non può perciò fare finta di niente. Andremo fino in fondo per cercare di scongiurare che due bambini piccoli, di cui uno malato, finiscano in mezzo a una strada». ©RIPRODUZIONE RISERVATA