Maugeri, conti al setaccio «Ora faremo chiarezza»

Per la terza volta ha dovuto rispondere alle domande dei magistrati milanesi. Costantino Passerino (nella foto), l'ex direttore amministrativo della Maugeri in carcere con l'accusa di avere avuto un ruolo nella distrazione di 70 milioni di euro dalle casse della Fondazione, è stato sentito ancora ieri pomeriggio a San Vittore. I pm hanno voluto chiarire alcuni passaggi emersi nell'interrogatorio di garanzia, a cui Passerino aveva chiesto di essere sottoposto subito dopo l'arresto. L'ex direttore amministrativo, che non ha ancora potuto ricevere la visita della famiglia, si trova nell'infermeria di San Vittore, a causa delle precarie condizioni di salute. L'altro ieri è stato invece sentito, per la seconda volta, l'ex presidente della Fondazione Umberto Maugeri. di Maria Fiore wPAVIA Conti e bilanci della Maugeri al setaccio. Il neo-presidente Aldo Maugeri, che ha preso il posto del fratello Umberto, agli arresti domiciliari per l'inchiesta sui fondi neri, ha deciso di affidare a una società esterna, di revisione dei conti, le verifiche sui bilanci. La PricewaterhouseCoopers Spa dovrà, in particolare, svolgere la revisione contabile del bilancio di esercizio del 2011, che deve essere approvato a maggio. La decisione, dice il presidente, è stata presa «per acquisire e fornire un quadro assolutamente trasparente e affidabile delle circostanze oggetto delle indagini in corso, oltre che della situazione economica e finanziaria della Fondazione». In altre parole, gli attuali vertici dell'amministrazione voglio capire se i conti tornano. Oppure, al contrario, se le ipotesi su cui sta indagando la procura di Milano, e cioè che dalle casse della Fondazione siano stati distratti 70 milioni di euro, hanno lasciato traccia nella gestione economica dell'ente. In questo caso bisognerà sanare le lacune . «L'iniziativa ha anche lo scopo – dice il presidente – di definire, anche attraverso una valutazione del sistema di controllo interno, modalità di gestione funzionali alla produzione di documenti contabili pienamente affidabili e certificati». Nell'ottica di capire che tipo di problemi possano essersi verificati, non sono stati resi nemmeno noti i bilanci degli anni precedenti, relativi agli anni che sono finiti al centro dell'inchiesta. I magistrati si sono concentrati, in particolare, sul periodo dal 2004 a oggi: in questa parentesi temporale, secondo i pm milanesi, dalle casse della Fondazione Maugeri milioni di euro sarebbero stati deviati su conti esteri e società off shore attraverso progetti scientifici e consulenze in realtà fittizie. Secondo i magistratri, parte del denaro sarebbe finito nelle mani dell'ex assessore alla Sanità Antonio Simone, e parte nelle mani dell'uomo d'affari Pierangelo Daccò, già in carcere per lo scandalo del San Raffaele. Daccò, peraltro, ha ammesso, durante l'interrogatorio di garanzia, di avere ricevuto 70 milioni di euro (la totalità della cifra contestata dai magistrati) di consulenze proprio dalla Maugeri. Ma se gli inquirenti si stanno concetrando sui soldi usciti dalla Maugeri e sulla loro destinazione, non accenna a placarsi la guerra di cifre sui finanziamenti pubblici piovuti sulla Fondazione. «Esistono verità che vanno raccontate e sono quelle dei numeri che Formigoni non dice – spiega il consigliere regionale del Pd Giuseppe Villani –. Dopo il capitolo della cosiddetta legge Daccò, c'è quello, ben più cospicuo, delle "funzioni non tariffate", diverse cioè da quelle rimborsate secondo il meccanismo dei Drg: un fiume di denaro che Regione indirizza per quasi il 20 per cento verso strutture sanitarie private. Agli istituti privati tra il 2008 e il 2010 sono stati assegnati oltre 576 milioni di euro, di cui quasi 147 al San Raffaele e più di 72 alla Maugeri, che è quarta in assoe seconda tra i privati. Oggetto del finanziamento sono soprattutto il potenziamento della ricerca, della riabilitazione, la didattica e l'emergenza urgenza, definiti con un evidente margine di discrezionalità. Siamo d'accordo sulla necessità di finanziare l'eccellenza, ma bisogna rendere i finanziamenti più trasparenti, perché i soldi dei cittadini finanzino effettivamente solo la sanità e non i faccendieri». Immediata la replica della Regione: «Nessun privilegio per il privato: la Maugeri è stata pagata con i criteri validi per tutti. Nel decennio, i 357 milioni avuti dal San Raffaele sono superati dalla Azienda ospedaliera di Brescia con 458 milioni e dal Niguarda con 400. Il Policlinico San Matteo, come il Policlinico di Milano, Mantova e Como, si colloca tra i 300 e i 200 milioni. Nella top ten lombarda, dunque, ci sono 9 ospedali pubblici e uno privato, che è al terzo posto. La Maugeri, che in Lombardia dispone di 900 posti letto di riabilitazione ad alta specializzazione, è undicesima con 194 milioni in dieci anni. Se ci si limita agli ultimi tre anni, la Maugeri ha avuto 72 milioni su un totale di 3 miliardi».