Senza Titolo
di Giovanni Scarpa wROGNANO Più 220 per cento in dieci anni. Il minuscolo Rognano si conquista in questo modo gli onori della cronaca mettendo il proprio nome accanto a quello di Roma nei primi dati diffusi dall'Istat sull'ultimo censimento. Nessun paese in Italia – dice l'Istituto nazionale di statistica – ha aumentato così tanto i propri abitanti nel corso di dieci anni. Erano 194 dieci anni fa, sono 625 oggi. Non solo. Il piccolo borgo agricolo fra Pavia e Milano vanta anche un altro record: è anche i più giovani della Penisola, con un'età media che si attesta sui 33 anni. Le 271 famiglie che ci abitano, come è facile intuire, non sono tutte originarie di qui. Il boom lo si deve soprattutto ai tanti giovani, soprattutto, che da Milano e hinterland hanno deciso di venire qui. Ecco spiegato anche perchè Rognano non sia un paese per vecchi. Gli ultraottantenni, spiegano in Comune, «si contano sulle dita di una mano». Più facile, invece, sentire l'allegro vociare dei bambini. Solo la crisi ha influenzato le nascite. Se nel 2007 erano state ben 15, nel 2011 sono scese a 4. Ma fra il 2008 e il 2010 la media era stata di 11 all'anno. A dire la verità, l'Istat aveva già rilevato la tendenza del paese a procedere per grandi balzi per quanto riguarda l'incremento della popolazione. Dai 194 abitanti del 2001 si era passati ai 390 del 2006. E già si parlava di raddoppio. La crescita, poi, è proseguita. Rognano, pur detenendo questi record, non è l'unico a registrare da queste parti un boom edilizio/demografico. Fino al 2007, molti paesi del Pavese sono stati protagonisti di veri e propri "assalti" da Vellezzo, a Borgarello, da Marcignago a Battuda. Tutti piccoli con la smania di diventare grandi. Poi la crisi ha rallentato o fermato l'ipetrofismo. Il grosso dei nuovi residenti è arrivato nei complessi residenziali della frazione di Villarasca, dove le vecchie cascine hanno lasciato il posto al residenziale. Anche il capoluogo, però, ha dato il so contributo. Mentre la terza frazione, Soncino, ha mantenuto di più il suo aspetto rurale. In tutto questo fermento numeri il sindaco Davide Pinaschi ha un sogno: far tornare il paese come una volta. E non è una contraddizione, come spiega lui stesso: «Far rivivere Rognano come 40 anni fa, quando tutti si conoscevano e tutti uscivano di casa, vivendo il paese. Questo è il nostro obiettivo». Scongiurato il rischio-abbandono, è arrivato ora il momento di dire basta. «Il prossimo Pgt prevede uno sviluppo moderato – assicura –. Ora stiamo creando punti di aggregazione, che ancora un po' mancano. Ad esempio stiamo recuperando l'ex chiesetta di Villarasca e abbiamo altri progetti importanti. Ma stop a nuovi cantieri». ©RIPRODUZIONE RISERVATA