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centro Una fase nuova per la politica n La spaccatura socio-politica causata dal ventennio berlusconiano stenta a ricomporsi; la profonda e duratura crisi economica frena ed allontana i timidi tentativi di ripresa. Intanto a Roma alcuni personaggi carismatici operano con determinazione per riaprire il difficile dialogo politico tra i partiti e i cittadini e tra gli stessi partiti politici. L'antipolitica avanza imperterrita e Grillo alza la voce, brandendo in modo indiscriminato l'ascia di guerra . Il Governo Monti e " la strana maggioranza" che lo sostiene non riescono a convincere i cittadini collassati e stanchi di avanzare alla cieca verso un futuro senza speranze e carico d'incognite. Purtroppo la speranza sul triumvirato Abc non dimostra di risolvere i problemi a lungo termine; allora l'ipotesi di scomporre i partiti, disgregarli per riaggregarli può rappresentare una possibile soluzione per creare nuove aggregazioni. Il modello nuovo deve avere criteri di somiglianza e di identità culturale,sociale e valoriale . La nuova la politica deve saper coinvolgere soprattutto le persone per bene; la gente retta e pulita deve riprendere un ruolo attivo; altrimenti la politica resterà sempre lo strumento degli egoismi e degli interessi di parte . Per questo il coraggioso tentativo di Pierferdinando Casini può rappresentare l'occasione del mondo moderato. L'azzeramento delle cariche di Partito romano per ricostruire un polo più grande, il Partito della Nazione, può rappresentare una occasione da non perdere. Ora, prima che prevalga l'antipolitica o peggio ancora il nichilismo, possono essere avviati i tentativi di ricomposizione. Intanto l'urlo dei rottamatori avanza per occupare spazi esagerati, senza titoli e con meriti da dimostrare. Ora è il tempo di chi aveva saputo prendere le distanze dai metodi populistici e demagogici che hanno scardinato i valori della nostra Società. Dopo Todi Casini, Cesa, Pezzotta e poi Fini, Rutelli e tanti altri hanno iniziato un dialogo serio e responsabile per costruire una politica diversa; hanno preparato il terreno per seminare il dialogo, il confronto ed il reciproco rispetto. Anche i traumi e i travagli che da oltre un anno viviamo nel nostro territorio dimostrano che Pavia è pronta al cambiamento. Bisogna allargare il tavolo del dialogo e del confronto per creare il nuovo che avanza. Italo Richichi segretario Unione di Centro PAVIA Orgogliosa di lavorare al liceo Cairoli n E' con grande amarezza che mi trovo a leggere un articolo in cui mi sento, mio malgrado, direttamente coinvolta. Mi riferisco all'articolo comparso domenica 22 aprile, che riferisce l'ennesimo sgradevole episodio avvenuto al liceo Cairoli, di cui io sono una delle numerose docenti. Esprimo il mio disappunto a titolo personale, ma credo che molti dei miei colleghi sottoscriverebbero quanto sto per affermare. E' triste per chi, come noi, lavora con passione e competenza nella nostra scuola, avere visibilità (addirittura in prima pagina!) solo per eventi deplorevoli e assai discutibili. Sarebbe opportuno che venissero date informazioni anche su alcune delle numerose iniziative e attività di cui il nostro istituto è promotore. Per esempio a breve inizierà un corso di formazione, aperto anche a docenti di altre scuole, relativo alle metodologie didattiche per alunni portatori di Dsa ( disturbi specifici di apprendimento) ed è già stata approvata la sperimentazione Esabach , grazie alla quale una nostra classe sarà in grado di sostenere la doppia maturità italiana e francese. Ho citato queste esperienze, ma l'elenco potrebbe essere molto più lungo. Infine mi preme ribadire che i docenti dell'istituto Cairoli non sono stati affatto "bocciati" dai loro studenti (quali?), come affermato in un altro articolo, venerdì 30 marzo, perchè investono le loro energie su di essi, si pongono con grande rispetto e disponibilità verso di loro e le loro famiglie, lavorano ogni giorno per rendere l'ambiente scolastico un luogo di continua crescita e costruttiva relazione. Viviana Masseroli PAVIA Contributi ai partiti solo dai parlamentari nMa insomma! Smettiamola! Si continua a parlare del finanziamento ai partiti o dei rimborsi alle spese elettorali, che poi è sempre la stessa cosa. Vedi referendum del 1993 vinto dal popolo! Addirittura un parlamentare ebbe a dire: sarebbe "drammatico" toglierlo. Evidentemente, questo signore non ha capito o finge di non capire? "Drammatico" è la guerra, le stragi! Qui invece stiamo parlando di soldi, soldi dei cittadini italiani, in un momento in cui si fanno grandi sacrifici per venirne fuori da una situazione molto difficile.Signori senatori, onorevoli, con i privilegi e gli stipendi favolosi che percepite, siate generosi: metà datelo al partito, così stiamo bene tutti, e risolviamo il problema. Complimenti anche a Formigoni, che ebbe a dire: la Lombardia primeggia in Europa. Però mi tolga un dubbio: quando ci sono le "magagne", come in questo periodo, è mai possibile che non ne sa nulla? Oppure non conosce nessuno? E' presidente della Regione Lombardia da ben 17 anni, non è il momento di passare il testimone ad altri? Mi vien da pensare che ormai è diventata un'abitudine. Armando Massara LETTERA APERTA 25 Aprile io non ci sto nCaro presidente Anpi, Tullio Montagna, non condividiamo la tua posizione sulla celebrazione del 25 a Pavia; consideriamo insultanti per gli antifascisti pavesi le scelte dell'amministrazione comunale e la tua posizione ci amareggia. Ben venga una posizione autonoma e alternativa all'insulto lanciato da un sindaco espressione di un partito che ieri era sulle posizioni dell'abolizione della memoria. Noi e altri iscritti all'Anpi eravamo in piazza Guicciardi; speriamo che tu ti sia ricreduto. Un abbraccio! Gianni Ciurlia, Francesco Anfossi, Ludovica Cassetta, Giuseppe Invernizzi, Marcello Simonetta, Mauro Vanetti, iscritti Anpi LIBERAZIONE /2 Una ricorrenza nazionale nIl 25 Aprile in Italia è festa nazionale, più chiaramente è festa di liberazione, ancora meglio è festa di ognuno e di ciascuno, di tutti gli uomini, persino di chi tace e di chi ascolta, anche di chi non c'è più, è festa degli uomini piegati da una solitudine imposta, costretti a una mera sopravvivenza, obbligati alla prossimità della morte. E' festa degli uomini e delle donne, dei giovani e degli anziani, dei sacerdoti e dei militari, di ieri e di oggi, che insieme, nella fede che ognuno professa, hanno scelto la lotta più giusta, per la democrazia, il rispetto delle uguaglianze, della libertà che è tale perché significa farsi carico di una responsabilità, e questa responsabilità diventa azione, una vera e propria scelta morale. Festa degli intuitivi delle idee politiche, dei creativi delle passioni del cuore, dei coerenti della mente e generosi della pancia, nuovamente è festa di tutti. Festa dei legacci tolti ai polsi, è festa dei vincitori, è festa dei vinti, è festa nelle parole di Calvino, di Tobino, di Fenoglio, di Pavese, è festa di amare il prossimo tuo come fosse te stesso, finalmente, nelle parole di Gesù, anche per te che credi nelle parole resistenti, anche per me che credo nei gesti resilienti. Vincenzo Andraous Liberazione /3 Non c'è più diritto a una festa civile nProgramma delle manifestazione per il 25 Aprile: Santa Messa, Processione per le vie del paese, Benedizione delle corone al Monumento ai Caduti. Evidentemente gli atei e gli agnostici, che tanto hanno concorso alla Liberazione, non hanno più diritto ad una festa civile. La sottocultura di questi anni tristi, che non sa più riconoscere distinguere, che usa e getta la parte nobile della Storia, sarà più dura da estirpare del fascismo. Giancarla Panizza SAN CIPRIANO La coop Cmc è un'isola felice nPer conto della Coop. Cmc smentisco le accuse profferite all'indirizzo della mia cliente riportate nell'articolo comparso il 4 aprile. Accuse profferite dal sig. Romanelli, qualificatosi quale sindacalista della Cgil, al solo scopo di creare disagio alla mia cliente anche nei confronti della committente Swiss Post. Ho già ricevuto mandato da Cmc di proporre querela per gravi diffamazioni. Cmc è una cooperativa che impiega nel magazzino "Swiss Post" molte maestranze, tutte regolarmente retribuite, attrezzate e formate sia da un punto di vista professionale che da quello antinfortunistico e della sicurezza. In azienda non si sono mai verificati né episodi di minacce né tanto meno di percosse ai soci lavoratori.In un momento di tanta difficoltà e crisi dell'economia Cmc è una piccola isola "felice" che riesce a garantire sicurezza, stabilità e lavoro a decine di famiglie sul territorio.Trovo, quindi, deleterio l'atteggiamento di Cgil che anziché incoraggiare tali realtà, cerca di demolirle solo perché non sono aderenti ad associazioni datoriali e/o sindacali che godono le simpatie di CGIL stessa, con ciò non facendo gli interessi dei lavoratori. Avv. Rossella Vitali