Crescita, un asse tra Roma e Berlino
di Andrea Di Stefano wMILANO La Fed ha lasciato tassi invariati, tra lo 0 e lo 0,25%, e vede una ripresa moderata dell'economia americana. Ma il presidente Bernanke critica l'Europa: «Deve essere fatto di più per adempiere gli impegni presi». Più ottimistiche le parole del presidente della Bce, Mario Draghi, che ha parlato di un miglioramento della situazione sui mercati finanziari. Le sue parole hanno riportato il sereno sui mercati spinti anche dagli ottimi risultati di alcune società, Apple in testa. Draghi, parlando davanti al Parlamento Europeo ha ammonito i governi dell'Eurozona a pensare alla crescita. «Il consolidamento dei bilanci basato esclusivamente sull'aumento delle tasse - ha detto - è sicuramente recessivo. Idealmente dovrebbe essere fatto sulla base di una riduzione delle spese correnti, in particolare di quelle più improduttive, e non sulla riduzione della spesa per investimenti. Ma purtroppo in situazioni di urgenza è più facile ridurre la spesa in conto capitale che le spese correnti». Draghi ha evidenziato che i dati macroeconomici più recenti sono «ambigui» e segnalano «incertezza» per le prospettive economiche dell'area euro, come peraltro dimostrato ieri dall'annuncio che anche la Gran Bretagna per la prima volta dagli anni Settanta è formalmente in recessione. «Anche con un firewall più grande, i Paesi dell'Eurozona devono continuare a operare correzioni di bilancio strutturale», ha proseguito Draghi, anche perché il programma di acquisti da parte della Bce di bond dei paesi in difficoltà «non è eterno né infinito, per il momento c'è ma non dimentichiamo che la Bce deve agire nel limiti del suo mandato e nei limiti del Trattato che vieta il finanziamento monetario». Il presidente dell'Eurotower ha voluto lanciare anche un messaggio pubblico rassicurante su Madrid: «La Spagna sta facendo sforzi considerevoli e progressi straordinari e non abbiamo ragioni di dubitare dell'impegno assoluto del governo di condurre le riforme necessarie». La linea Draghi è piaciuta sia a Roma che a Berlino. La cancelliera Merkel si è affrettata a sottolineare che l'Europa «ha bisogno di crescita come dice Mario Draghi, che passi attraverso le riforme strutturali» mentre da Roma Monti ha tenuto a sottolineare che «non esistono scorciatoie o facili vie d'uscita per superare questa fase di crisi che è il frutto amaro di un lungo periodo in cui il sistema politico ci ha illuso di poter vivere al di sopra delle nostre possibilità. Il rigore porterà gradualmente a una crescita sostenibile e al lavoro». Merkel e Monti si vedranno prossimamente per mettere a punto un'agenda per la crescita in vista del Consiglio Ue di giugno. I mercati hanno quindi dato meno peso ad un Hollande che ribadisce la volontà di voler ridiscutere il fiscal compact per privilegiare una promessa di buone relazioni con Berlino. Le borse europee hanno chiuso tutte in positivo, con Milano maglia rosa a +2,91%, seguita da Parigi (+2,02%), Francoforte (+1,83%) e Madrid (+1,70%). Sui mercati finanziari ha pesato positivamente l'exploit di Apple (utili in crescita del 93% nel primo trimestre) il cui titolo, in rialzo del 9%, trascinava tutta Wall Sreet. Il differenziale tra BTp e Bund è sceso sotto i 390 punti, rispetto ai 397 della chiusura di martedì, e sono migliorati anche i differenziali di Spagna e Francia rispettivamente in area 400 e 110 punti, con un immediato effetto di rafforzamento dell'euro che ha chiuso a 1,322 contro il dollaro. Inevitabile la ricaduta sulle aste di titoli pubblici tedeschi: la Germania ieri ha collocato Bund a 30 anni per 2,405 miliardi di euro, meno dell'offerta che nei piani della Bundesbank doveva essere di 3 miliardi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA