Parona, arriva anche la centrale a biogas

CASSOLNOVO L'assessore all'Edilizia privata Angelo Cornalba torna sulla questione "Le Farfalle" e sui 190 mila euro che il Comune non avrebbe riscosso "dimenticandosi" la fideiussione. L'azienda che ha doveva costruire la case nella lottizzazione "Le Farfalle" di via Montegrappa è fallita e il Comune, detentore di una fideiussione, non l'ha riscossa. Abbastanza da convincere la minoranza ad affiggere un manifesto in cui si chiedeva a Cornalba "che fine hanno fatto i 190 mila euro". La società finanziaria ha risposto al Comune che la richiesta è stata fatta in ritardo, ma il curatore fallimentare ha inserito nella lista dei creditori il Comune. «Doveva essere fatta tre giorni dopo il fallimento _ dice Cornalba _ ma non è colpa mia. Gli assessori non vedono nemmeno le fideiussioni, le gestiscono i tecnici. E in questo caso è stato il tecnico che c'era prima a non riscuotere la fideiussione prevista dalla convenzione. Quando è arrivato il nuovo tecnico se n'è accorta e ci siamo insinuati nel fallimento». PARONA La Aboneco Recycling vuole costruire un digestore anaerobico di rifiuti biodegradabili lungo l'ex statale 494 Vigevanese, ai confini con Vigevano, dove si trova la sede legale. Al momento, la società guidata dall'amministratore unico Massimiliano Sommi ha richiesto alla Provincia la verifica di assoggettabilità alla Valutazione d'impatto ambientale. Il nuovo impianto, se autorizzato, potrà trattare rifiuti non pericolosi con il sistema della digestione anaerobica, che permette una valorizzazione della frazione umida dei rifiuti solidi urbani. Sarà così possibile ottenere biogas utilizzabile per produrre energia elettrica e termica, e sequestrare buona parte dell'azoto contenuto nel digestato, utilizzabile per produrre concimi chimici facilmente trasportabili a basso costo. «Dobbiamo ancora decidere, nell'eventualità che il progetto sia approvato, se produrre energia elettrica o consegnare a terzi il materiale prodotto dal digestore», commenta Sommi, fratello di Mauro, che in municipio ricopre la carica di assessore con deleghe a cura e ordine del territorio, sicurezza, immigrazione, ordine pubblico, protezione civile, innovazioni tecnologiche e connettività. Nel dettaglio, il progetto consiste nella realizzazione di un impianto per la messa in riserva, scambio di rifiuti e recupero di rifiuti non pericolosi. Per Parona, che ospita da più di un decennio l'inceneritore di Lomellina Energia e dove la tutela dell'ambiente e il livello del Pm10 sono una tematica all'ordine del giorno, si tratta dell'ennesimo progetto legato ai rifiuti. La famiglia Sommi precisa: «Si tratta di un'iniziativa lodevole sotto l'aspetto ambientale, visto che la digestione anaerobica è una delle tecnologie migliori per il trattamento e la stabilizzazione di rifiuti organici». La famiglia Sommi controlla la Aboneco srl, con sede a Mortara, presente sul mercato nazionale dal 1985 e oggi guidata da Marco Della Torre. Questa società si occupa di lavori di bonifica ambientale e di risanamento di aree inquinate, oltre che dello smaltimento dei rifiuti. Tra le prestazioni offerte, Aboneco srl annovera un servizio di manutenzione degli impianti fognari (disotturazioni, spurghi e ispezioni di rete) e di spazzamento stradale di tipo meccanico-manuale, compreso lo sgombero della neve. La controllata Aboneco Recycling torna oggi con un nuovo progetto legato alla lavorazione dei rifiuti, dopo che cinque anni fa concepì un impianto per la selezione e il recupero di rifiuti urbani e speciali non pericolosi, in grado di lavorare 25mila tonnellate l'anno di rifiuti. In quel caso, la Aboneco Recycling voleva recuperare materiali ferrosi e non da destinare a una successiva operazione di riciclo. L'area individuata dalla società, già di sua proprietà, si trova nella zona industriale-artigianale verso Vigevano, a poche centinaia di metri dall'inceneritore di Lomellina Energia. La stessa in cui ora dovrebbe sorge il digestore anaerobico. L'Abonecoha scommesso su un processo di lavorazione dei rifiuti organici che si sta diffondendo a macchia d'olio: nel 2011 grazie al biogas l'Italia produceva circa 1,7 milioni di megawatt-ora. Umberto De Agostino