Monti avverte: nessuna deroga al rigore
di Gabriele Rizzardi wROMA «L'Italia ce la può fare ma non ci sono margini per una deroga al rigore». Pressato da una maggioranza sempre più nervosa e che teme di uscire dalle prossime amministrative con le ossa rotte, Mario Monti lancia segnali rassicuranti e ammette che la lunga crisi sembra mordere un po' meno. La conferma arriva dal viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli: «La fase acuta della crisi è stata superata». Ed anche il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, fa capire che il peggio è passato: «Le condizioni del credito in Italia si stanno normalizzando, stanno migliorando». I nuvoloni neri, insomma, si stanno diradando. Monti lo dice chiaramente anche se poi aggiunge che i segnali di «speranza e di ottimismo» non sono certo sufficienti ad ammorbidire la linea del governo. «Molti settori hanno buoni titoli per chiedere derogne al rigore, ma il rigore non è contro la crescita. Il rigore è qualcosa che deve pervadere il modo di essere del paese. Il rigore favorirà la crescita anche se non nell'immediato» spiega il premier nela conferenza stampa durante la visita alla Fiera del mobile di Milano. Partendo dalla convinzione che non è più possibile sostenere le aziende con i soldi pubblici, Monti esclude una Imu bis sulla casa («Non è nella mente del governo») e definisce «qualcosa di oggettivamente importante» i 435 miliardi di dollari stanziati dall'Fmi in favore dei paesi indebitati. Poco più tardi il premier lancia invece una stoccata alla Lega. «Le prospettive per il Meridione? Non abbiamo un ministro per il Mezzogiorno, ma non abbiamo neanche una visione padana della realtà italiana, abbiamo un ministro per la Coesione territoriale...». Ma le sgradite sorprese, per Monti, arrivano anche dai partiti che lo sostengono in Parlamento. Fabrizio Cicchitto, ad esempio, non dice una parola sugli sforzi del governo per tenere in ordine i conti pubblici ma trova il modo per far sapere a Monti che, sia che ci si trovi in Italia, sia che ci si trovi in Europa, «è fondamentale non montarsi troppo la testa e non ritenersi l'uomo della provvidenza». Per il governo, ieri, è stata una giornata no anche a Torino, dove il ministro Elsa Fornero (ma c'era anche Francesco Profumo) è stata contestata con lancio di uova e fumogeni da un gruppo di antagonisti dei centri sociali. «In questo paese c'è poco spirito costruttivo, ma anziché lamentarsi e protestare bisogna lavorare insieme. Forse ne avremmo tutti qualche beneficio» è stata la risposta della Fornero, che ha difeso i provvedimenti del governo su pensioni e lavoro, ha promesso una «soluzione» per gli esodati ed ha aperto al confronto con i sindacati. Nell'attesa della convocazione ufficiale, Raffaele Bonanni si chiede quale possa essere la soluzione per gli esodati e ripete che la Fornero «non ha la bacchetta magica». Ma ad avere dubbi è anche Pier Luigi Bersani: «Non so quanto sia possibile l'ipotesi di far tornare a lavorare gli esodati, mi sembra singolare...». ©RIPRODUZIONE RISERVATA