1869, Broni «annette» Cassino

BRONI Roma non era ancora capitale, ma Broni «annetteva« Cassino. E' il 17 gennaio 1869: per Regio decreto di Vittorio Emanuele II il Comune di Cassino Po cessa di esistere e si fonde con quello di Broni. Il documento significativo per la storia locale riaffiora, in queasti giorni, dal grande mare di Internet: una nota libreria antiquaria lo propone in vendita a 14,99 euro. Cifra esigua per i cultori del passato bronese. Un passaggio di consegne che ha lasciato in passato tracce nella memoria dei residenti di quella che è diventata in seguito una frazione perdendo la dignità di sede municipale. Nel documento si ricorda come i consigli comunali di Broni e Cassino avevano deliberato la fusione delle rispettive amministrazioni nel 1867. Il regio decreto spiega come, in attesa delle decisioni prefettizie per riformulare il nuovo consiglio, le due amministrazioni comunali non potessero assumere decisioni che vincolassero la futura unica amministrazione. Di quella fase storica, raccontata da questa fonte ufficiale, esiste ancora l'edificio che un tempo ospitava il municipio di Cassino: è accanto a una struttura sportiva e al cimitero della frazione ai piedi delle colline. Edificio che fu ristrutturato negli anni Ottanta e che presenta una caratteristica torretta civica. Sempre a Cassino si sta lavorando alla creazione della futura enoteca regionale all'interno di una altrettanto storica tenuta agricola che si affaccia sulla via Emilia.