«Noi diamo la cassa in 15 giorni, i ritardi sono delle ditte»

PAVIA Tutte le grandi crisi in provincia di Pavia sono state caratterizzate da stipendi che non arrivavano, prima. E cassa integrazione in ritardo, poi. Entrate zero per i lavoratori. per mesi. Conti correnti messi a dura prova. Perché gli assegni arrivano tardi? La colpa non è dell'Inps, spiega il direttore Mauro Saviano: «Abbiamo dato prova di serietà. Eroghiamo tutte le pensioni entro 30 giorni dalla maturazione del diritto. In alcuni casi siamo riusciti ad erogare la cassa integrazione guadagni in 15 giornidall'arrivo della documentazione necessaria». Ed è proprio questo il nodo, l'ingranaggio che s'inceppa. Prendiamo il caso Cablelettra, l'azienda di via Mattei a Robbio che produceva fili per il cablaggio interno di auto: i 121 dipendenti sono senza stipendio da otto mesi,la cassa integrazione firmata a settembre è stata accreditata solo ieri. Dopo otto mesi. «Ad erogare gli importi ci abbiamo messo 15 giorni, un tempo record. Il problema è che la documentazione è arrivata 15 giorni fa _ spiega Saviano _. Ma l'azienda ha nominato un consulente di Matera, abbiamo cercato di contattarlo senza ottenere mai una risposta il 29 luglio scorso. Abbiamo cercato di chiamare più volte anche il legale rappresentante, un avvocato in piazza del popolo a Roma. Ma non abbiamo ricevuto risposta». «Se la situazione non è chiara e la documentazione non è in regola noi non possiamo anticipare i soldi del fondo di garanzia. perché sono soldi pubblici, dei cittadinii _ spiega _ Se li anticipassimo per Brasilia, per esempio, subito altri lavoratori potrebbero chiedermi perché non l'abbiamo fatto nei loro confronti». L'Inps intanto diventa, come i Comuni, il ricettacolo del malcontento: gente che si arrabbia con lo sventurato allo sportello per la riforma delle pensioni, imprenditori che chiedono il la rateizzazione per 48 mesi quando la normativa impone un massimo di 24 mesi e non può essere aggirata.(a.gh.)