Lavitola ai pm: su Finmeccanica dirò tutto

di Fiammetta Cupellaro wROMA L'uomo che si rivolgeva al presidente di Panama Ricardo Martinelli chiamandolo «fratello», e detenuto da lunedì scorso nel carcere di Poggioreale, ha deciso di parlare sugli appalti di Finmeccanica. «Voglio rendere dichiarazioni sulle gare di Finmeccanica e sulle consulenze a me affidate» ha detto l'ex direttore dell'Avanti ai magistrati napoletani che stanno indagando sul presunto caso di corruzione internazionale. Sarebbe questo uno dei passaggi chiave dell'interrogatorio di garanzia durato otto ore a cui è stato sottoposto il «faccendiere dei due mondi» sbarcato a Panama proprio con la copertura di una consulenza Finmeccanica. La svolta è arrivata durante il lungo faccia a faccia di Lavitola con i magistrati napoletani: il gip Dario Gallo e i pm Henry John Woodcock e Francesco Curcio che, con il collega Vincenzo Piscitelli, conducono l'inchiesta. L'atteggiamento tenuto dall'ex direttore dell'Avanti, che ha risposto alle domande degli inquirenti, potrebbe preludere addirittura ad una futura collaborazione. Anche la scelta di rientrare in Italia e costituirsi fa ipotizzare che su alcune questioni Lavitola sarebbe disposto a parlare. Se così fosse, l'intera vicenda potrebbe avere risvolti inattesi. Ma nelle inchieste che riguardano gli affari illeciti di Lavitola (su cui indagano tre procure: Bari, Roma e Napoli) mercoledì è entrato ufficialmente anche l'ex premier Silvio Berlusconi. L'ex capo del governo è indagato insieme al faccendiere, entrambi accusati di aver indotto Gianpaolo Tarantini a mentire sulle feste che si svolgevano nelle residenze del presidente del consiglio. L'imprenditore pugliese, fu arrestato il 30 agosto scorso insieme alla moglie Nicla dai magistrati di Napoli, con l'accusa di aver ricattato Berlusconi. I tre avrebbero ricattato il Cavaliere: in cambio di denaro Tarantini doveva dichiarare che Berlusconi non sapeva che le ragazze erano escort. L'imprenditore, di cui poi si scoprì che riceveva da Berlusconi una sorta di «stipendio» di 20mila euro al mese, verrà probabilmente sentito in tempi brevi. E sempre sulla questione dei ricatti al Cavaliere, l'ex faccendiere ha confermato, ma solo in parte, quanto riferito al pm dalla sorella Maria Lavitola. La donna aveva raccontato che il fratello aveva intenzione di chiedere a Berlusconi 5 milioni di euro «altrimenti avrebbe detto tutto quello che sapeva su Berlusconi». Lavitola ha negato che si trattasse di un tentativo di ricatto, ma «solo di un prestito». Ora è sul secondo interrogatorio di Lavitola che ci sono le maggiori attese. In particolare, sulla possibilità che renda dichiarazioni sugli appalti di Finmeccanica. L'obiettivo dei magistrati è di stringere i tempi e, molto probabilmente, verrà ascoltato già la prossima settimana. ©RIPRODUZIONE RISERVATA