Alesi: la Ferrari tutta da rifare? Andiamoci cauti
di Gian Paolo Grossi «Un mondiale appassionante, non c'è che dire e lo sarà fino alla fine»: l'ex ferrarista Jean Alesi non nasconde il suo entusiasmo e certo, visti i suoi trascorsi, non si può dire che non sappia di che parli. Francese, 48 anni a giugno, opinionista di successo del Circus, è ritenuto universalmente uno fra i maggiori esperti di automobilismo sportivo è capitato. In questa intervista a tutto campo sulla stagione della Formula 1 partiamo dalla prima certezza: è un campionato imprevedibile, denso di sorpassi e con tre vincitori diversi nelle prime tre gare del calendario. Appassionante solo perché incerto oppure... «Ciò che più mi entusiasma, al di là dei sorpassi che grazie al Drs (il sistema di recupero dell'energia cinetica dispersa in frenata, ndr) erano stati la novità più lieta dello scorso campionato, è il fatto che non ci sia una vettura nettamente superiore alle altre, nessuno domina. Un anno fa la Red Bull partiva sempre in prima fila e si arrivò al punto che Sebastian Vettel, nelle rare occasioni in cui non vinceva, gestiva le gare con una certa facilità». E oggi perché non succede? «No. Perché nessun team ha ancora le idee chiarissime sulla direzione da prendere per ottenere il meglio dalle proprie monoposto. La stessa Red Bull ha due scarichi profondamente diversi sulle macchine di Vettel e Mark Webber, in attesa di decidere quale sia la soluzione aerodinamica ideale. Sono pesanti i punti che le squadre collezionano in questo momento di incertezza tecnica, perché torneranno molto utili quando gli ingegneri avranno trovato la quadratura del cerchio». È il caso della Ferrari, che pur senza entusiasmare, ha sbancato Sepang e non è lontana dalla vetta della classifica del campionato piloti. «Ho letto e sentito che la Ferrari ha prodotto una vettura sbagliata...». Lei non è d'accordo? «Sarei cauto nel dare un giudizio definitivo. Fernando Alonso sarà pure un gran pilota, forse il migliore del lotto in assoluto, ma se la macchina non va un successo come quello malese è fuori dalla sua portata. Ha una squadra forte attorno a sé, un gruppo di tecnici e ingegneri animati da una gran voglia di tornare ai vertici. E questo di sicuro lo aiuterà a progredire ancora nel corso del campionato, anche se è indiscutibile che ora la F2012 soffre nel retrotreno e in particolare in condizioni di poca benzina a bordo». La sensazione è che in questo momento la McLaren sia appena al di sopra della concorrenza. D'accordo? «Direi di sì, specie perché ha una coppia di piloti ugualmente veloci e dispone di una monoposto che ha saputo adattarsi bene sin qui a tutte le piste». Dietro alle vetture di Hamilton e Button lei ha più fiducia nella Red Bull, Ferrari, Mercedes o Renault? «È una domanda difficile. Ma se dovessi puntare dei soldi lo farei sulla Ferrari. A Shanghai però hanno commesso un errore: le tre soste di Alonso sono state troppe. Con due il quarto posto era alla portata e avrebbe conservato la leadership del Mondiale». Massa è a quota zero punti e in grossa difficoltà in pista. Cosa vede nel futuro del brasiliano? «Credo che per esprimere un giudizio più preciso si debbano attendere ancora due, tre gare. È vero che sin qui tutto è andato male, ma nello stesso modo certe volte basta poco per invertire la tendenza. Okay, lo togli. Ma chi ci metti al posto suo? Sergio Perez è stato elogiato a Sepang e ora criticato per gli errori compiuti in Cina. Il problema Massa, se così sarà, io lo affronterei a fine stagione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA