Oli esausti, Pavia cresce nel riciclo

PAVIA Un camper per fare formazione e insegnare ai bambini che quattro chili di olio del motore, se gettati nella fogna, possono inquinare un'area di mare pari a un campo da calcio. E che l'olio può essere recuperato, riutilizzato, bruciato neutralizzando gli agenti inquinanti. È la campagna educativa itinerante del consorzio obbligatorio degli oli usati, che si occupa di recuperare gli oli esausti e riciclarli, quando possibile. «In provincia di Pavia – spiega Franco Farbetti, direttore tecnico operativo del consorzio – abbiamo raccolto nel 2011 1605 tonnellate di oli lubrificanti usati su un totale di 37707 tonnellate in Lombardia, che è la regione leader in Italia. E a Pavia città, mentre in tutta Italia i quantitativi sono calati rispetto all'anno scorso, le performances sono migliorate passando da 119 a 127 tonnellate». In provincia, invece, il calo c'è stato, come nel resto della regione: nel 2010 si erano riusciti a raccogliere 1678 tonnellate. Come funziona lo spiega Sergio Loschi, che gestisce il centro di raccolta e analisi di mezzanino Po: «La Padana recuperi fa la raccolta luogo pèer luogo, riempie la cisterna e la porta da noi che abbiamo vasche per lo stoccaggio fino a 25mila tonnellate. Facciamo la classificazione definitiva del prodotto miscelato che sarà destinato o alla rigenerazione, nell'80 per cento dei casi, o alla combustione o alla termodistruzione». L'olio minerale che deriva dalla raffinazione del petrolio, è altamente inquinante ed è classificato come rifiuto pericoloso. In provincia di Pavia ci sono cinque centri di raccolta (Montebellino a Pavia, San Martino, Cava Manara, Siziano e Miradolo Terme). «A Pavia città gli oli esausti si possono conferire gratuitamente anche in tutte le autofficine convenzionate – spiega l'assessore all'ecologia Rodolfo Faldini –. Con l'introduzione della raccolta differenziata in centro e in Borgo è cresciuta la sensibilità verso le tematiche ambientali. E campagne rivolte ai bambini sono fondamentali per raggiungere gli adulti». Ora, aggiunge Pierangelo Fazzini per la Provincia, «Occorre recuperare anche quel 10% di oli esausti che sfuggono alla raccolta. E noi punteremo anche sul recupero degli oli vegetali da cucina». a.ghezzi@laprovinciapavese.it