Cazzaniga: «Resto e mi preparo a diventare coach»
PAVIA Roberto Cazzaniga è stato il cardine attorno a cui la Paul Mitchell ha costruito la sua stagione. «Sono diviso tra la soddisfazione di una salvezza raggiunta in anticipo e il rammarico di aver solo sfiorato i play off – spiega il lungo monzese di nascita ma cremonese di adozione –. Dopo i primi due mesi di campionato anche la salvezza sembrava una utopia, poi è scattato qualcosa: la squadra si è compattata ed è cambiato il nostro destino». Per parlare di futuro è ancora presto, ma il Cazza, come lo chiamano tutti, non ha dubbi: «Firmerei subito per giocare a Pavia anche il prossimo anno. Sono tornato quest'anno e mi sono trovato benissimo e non solo in squadra. Ho seguito gli under 17 allenati da Simone Bianchi per imparare a fare il coach e li seguirò anche nelle finali a Siziano. Il pubblico è stato sempre al nostro fianco e io sono riuscito ancora a divertirmi». Bozzetto ha definito Cazzaniga una enciclopedia di tecnica. «Lo ringrazio, è un bel complimento – sorride il lungo 34enne – d'altronde è anche vero che ho avuto allievi ricettivi, altrimenti non avremmo raggiunto tanti bei risultati. Forse l'unico momento negativo vero è stata la settimana prima della pausa, quando eravamo stanchi e abbiamo pagato. Anche in quel caso, come nel resto del campionato, abbiamo dimostrato carattere, perché abbiamo lavorato con grande intensità e ci siamo presi subito la rivincita che è valsa la salvezza in anticipo. Non ci siamo mai demoralizzati, forse perché con le vittorie abbiamo preso coscienza dei nostri mezzi, siamo stati tranquilli e abbiamo dato soddisfazione ai tifosi con vittorie importanti, come con Omegna». I giocatori più esperti come il Cazza, Maiocco e Borgna sono stati il collante con i giovani, che sono stati bravi a recepire presto i messaggi. «Hanno dimostrato compattezza, forza di non mollare, di dimenticare subito la partita brutta e ricominciare subito a vincere», conclude Cazzaniga. Maurizio Scorbati