Sannazzaro vuole uscire dal Clir
SANNAZZARO L'annuncio di una possibile uscita del comune di Sannazzaro dal Clir era stata avanzata dal sindaco Giovanni Maggi nell'ambito di una recente assemblea del consorzio (qualche sindaco, molto ironicamente, aveva anche applaudito). Quella che allora sembrò una provocazione, a margine della polemica della discarica di amianto alla Gallona di Ferrera, con un possibile ingresso del Clir (per un quarto delle quote, nell'azionariato della proponente Acta), ha ora un seguito. E' lo stesso Maggi a comunicarlo: «Stiamo ipotizzando di uscire dal Clir. Sia chiaro: non è un atto di sfida, né un'azione di acredine nei confronti di quei Comuni che sono favorevoli al progetto, ma un rigoroso atto di valutazione economica. Abbiamo sondato alcune società pubbliche e private che già operano nel recupero e smaltimento dei rifiuti. Ora confronteremo offerte, costi a carico e qualità del servizio». Maggi va oltre: «Siamo a livello di ipotesi, ma potrebbe anche essere che il Comune scelga un altro fornitore se il vantaggio qualitativo ed economico andrà a favore della collettività». Insomma, l'uscita di Sannazzaro dal Clir potrebbe concretizzarsi? «Solo se ci saranno vantaggi reali» risponde Maggi che aggiunge: «Nessuna rivalsa, ma solo l'interesse collettivo. Il Clir, del resto, ha come missione lo smaltimento dei nostri rifiuti, non certo l'approvvigionamento dall'esterno di altri rifiuti ben poù pericolosi, tanto meno deve compartecipare a mega-discariche a carattere interprovinciale». Il sindaco sintetizza: «L'amianto non centra; fa parte di una dialettica a sé stante, ben diversa, completamente estranea al nostro sondaggio». Sannazzaro cerca alternative territoriali per coniugare un servizio-rifiuti almeno equivalente come qualità a quello del Clir, ma a prezzo più basso. Del resto, il tema-amianto è nelle mani della Regione. E' stata la stessa assemblea Clir a rimettersi all'accettazione (o meno) del progetto Acta da parte della Regione. E ieri è avvenuto un nuovo incontro a Milano tra l'assessore regionale al territorio Daniele Belotti con l'assessore provinciale Alberto Lasagna ed il presidente della commissione-ambiente, Pierangelo Fazzini (è anche vicesindaco a Sannazzaro). Lasagna conferma: «A breve evidenzieremo i siti che il nostro gruppo di lavoro ha evidenziato». E Fazzini: «Abbiamo ribadito a Belotti quanto inadatto sia il sito-Gallona dove si ipotozza la nascita di una cava di prestito-inerti per l'autostrada Broni.Mortara da 2,5 milioni di metri cubi e dove spicca la presenza del polo Eni con le sue inevitabili problematiche di sicurezza, come dimostrato dall'incidente avvenuto martedì 10 aprile». Paolo Calvi