I detenuti ora scrivono un giornale

PAVIA Tutto è cominciato leggendo libri, commentandoli, condividendo parole e pensieri che, nonostante l'orizzonte stretto dalle mura del carcere, portavano lontano. Con un gruppo di dieci detenuti: una versione di "leggevamo quattro libri al bar" dell'associazione l'Arte di Vivere con lentezza trasportata a Torre del gallo un anno fa. Poi è nato il giornale, periodico perché non si sa bene quando e come riuscirà ad uscire, pieno delle voci di Torre del Gallo: ci sono le ricette perché, spiega Bruno Contigiani, che con Ella Ceppi è l'anima del progetto, i detenuti spesso cucinano in cella, e prestano molta attenzione al cibo. Si scopre così che il tiramisù è tra i dolci più amati anche tra le mura di via Vigentina. C'è una rubrica sul linguaggio del carcere, lo slang che si parla dietro le sbarre: e si impara che "montare le biciclette" non è per forza il mestiere del ciclista, ma significa anche "raccontare storie". Ci sono i pensieri in libertà, le poesie e il Sudoku nel primo numero del giornale, c'è la storia dell'Haiku, la poesia giapponese, c'è una piccolissima rassegna stampa. «Sia negli incontri di lettura che sul giornale vediamo che la poesia è molto amata – spiega Bruno Contigiani –. È un modo che utilizzano per comunicare, anche con l'esterno. Per esprimere pensieri, identità». Il giornale i chiama "Numero zero. La voce del gallo", per il momento. Il primo numero è stato scritto a mano, ricopiato, poi stampato dalla tipografia della Casa del Giovane e distribuito ai detenuti. Ora è arrivato un computer, donato al carcere da una volontaria dell'Arte di vivere con lentezza, e il lavoro si fa più professionale. Nel secondo numero, in preparazione in questi giorni, potrebbe anche cambiar nome: a deciderlo saranno Bruno, Floriano, Michele, Antonio e Boris aiutati dall'educatrice Daniela Bagarotti, i componenti della redazione. Che ora si è allargata, coinvolgendo, in separata sede, anche un detenuto protetto e uno dell'ala di alta sicurezza.