Ducati "tedesca" per 860 milioni
di Andrea Di Stefano wMILANO Indiscrezioni provenienti dalla stampa tedesca fanno ormai pensare che i tempi per l'acquisizione da parte di Audi di Ducati siano ormai ravvicinati: secondo l'agenzia tedesca Dpa la vendita della Ducati sarà autorizzata dai Consigli di vigilanza di Audi e della sua holding Volkswagen già giovedì pomeriggio. Dalla centrale Audi di Ingolstadt ieri non sono arrivate ancora conferme alle indiscrezioni ma i tempi stringono e la cifra sul tavolo, 860 milioni di euro, è ormai definita. Nei giorni scorsi il giornale tedesco Handelsblatt aveva parlato di una trattativa da concludersi entro una settimana, entro cioè il 19 aprile, il giorno dell'incontro degli azionisti Volkswagen. Secondo la rivista inglese Car la Ducati avrebbe debiti per circa 800 milioni di euro e avrebbe indicato in 850 milioni di euro la somma necessaria per chiudere l'operazione. Andrea Bonomi, patron di Investindustrial, il fondo che attualmente controlla il produttore di Borgo Panigale, si era espresso in modo chiaro:«Speriamo che Ducati trovi un partner adatto per il suo sviluppo futuro. Ci sono molti Gruppi industriali in circolazione che ne hanno le capacità. Il Gruppo Volkswagen in particolare ha dimostrato in passato di avere la disponibilità economica, ma anche la strategia e la necessaria visione a lungo termine». Gli advisor incaricati da Bonomi avevano aperto contatti anche con industriali indiani e cinesi ma le trattative, che si stavano svolgendo su basi diverse, prevedevano che Investindustrial mantenesse il controllo e che in un futuro non troppo lontano Ducati potesse approdare alla Borsa. Purtroppo un altro storico marchio italiano è quindi destinato a finire nel portafoglio del gruppo automobilistico tedesco. La rossa per eccellenza, che nell'immaginario degli appassionati di motori è il parente a due ruote di quella di Maranello, è nata nella pancia di un gruppo industriale che ha preso le mosse dalla produzione di apparecchi radio e di elettronica e durante la guerra ha sfornato una prima motocicletta, il cucciolo, che in realtà era un piccolo motore ausiliario da applicare ad una bicicletta. Il vero boom nel settore delle moto si deve ai tanti passaggi societari della Ducati che dopo essere finita in Finmeccanica è stata acquistata dalla Cagiva. ©RIPRODUZIONE RISERVATA