Viaggi pagati a Formigoni «E' speculazione politica»

di Giovanna Trinchella wMILANO I viaggi del presidente. Potrebbe essere il titolo della brutta storia che la procura di Milano ha cominciato a disegnare grazie alle parole, messe nero su bianco, da Giancarlo Grenci, il fiduciario svizzero di Pierangelo Daccò, imprenditore in carcere per l'inchiesta San Raffaele e anche per o scandalo dei fondi neri accumulati coni soldi della Fondazione Maugeri. Al governatore della Lombardia, fotografato su una barca di Daccò, sarebbero stati pagati alcuni viaggi. I uno dei tanti verbali firmati da Grenci davanti ai pm Laura Pedio, Antonio pastore, Luigi Orsi e Gaetano Ruta si legge la seguente dichiarazione: «So che erano in rapporti di amicizia (Daccò e Fomigoni, ndr) e che risultano pagamenti con carte di credito di viaggi». E a corredo di dichiarazioni allo stato penalmente irrilevanti Grenci aggiunge, consegnandolo, l'estratto conto di una delle carte di credito dell'imprenditore considerato molto vicino a Formigoni. In quel rendiconto gli inquirenti hanno trovato il pagamento di un biglietto a nome Roberto Formigoni e Perego (Alberto, collaboratore e amico del presidente), valore oltre 8.000 euro, di cui un mese dopo Air France rimborsa una parte a Daccò. Ma perché Daccò paga un biglietto a Formigoni? Perché lo ospita la sua barca? La risposta la si può trovare nella riflessione di Grenci sul lavoro di Daccò: «Svolgeva un'attività di consulenza nel senso che risolveva problemi relativi a rimborsi e finanziamenti che gli enti per i quali lavorava facevano fatica ad ottenere dalla Regione Lombardia. Tale attività, più che su competenze specifiche, si fondava su relazioni personali e professionali che lo stesso Daccò aveva all'interno della Regione». Del resto, continua Grenci, «so che Daccò e Simone ospitavano spesso sulle loro barche Roberto Formigoni. Tale circostanza mi è stata riferita da loro stessi. So che facevano le vacanze insieme, in particolare ricordo alcune vacanze a Saint Martin. Anche questo mi è stato riferito da Daccò». Viaggi, vacanze in barca e poi? «Non lo so, tuttavia risultano pagamenti di affitti di ville da 80/90mila euro ai Caraibi per 2-3 settimane e ritengo – chiosa Grenci - che fossero ragionevolmente destinate ad ospitare più persone». Dal Pirellone arrivano le precisazioni e le prese di distanza: «Nessun problema, nessuna irregolarità ma soprattutto nessuna regalia: non ho mai ricevuto regalie e neppure un euro da nessuno. E' stata una vacanza di gruppo come fanno tanti italiani – dice Formigoni -. Dov'è il problema? Anzitutto verificherò se quel viaggio davvero l'ho svolto. Quello che è grave è la speculazione politica, il fango, l'attacco mediatico da cui mi difenderò». ©RIPRODUZIONE RISERVATA