Mazzette al presidente panamense

ROMA Un mega appalto da 176 milioni di dollari per la costruzione di quattro carceri "modulari" a Panama, con Valter Lavitola nel ruolo di «intermediario della complessiva operazione corruttiva» e il presidente panamense Ricardo Martinelli - così tanto suo amico che "Valterino" chiama «fratello» - nella veste di corrotto, in compagnia del ministro della giustizia e di altri politici locali. È questo il filone sulla «corruzione internazionale» al centro della nuova inchiesta della procura di Napoli. Tutto prende le mosse dal memorandum di cooperazione tra Italia e Panama, firmato il 30 giugno 2010, che prevedeva, tra l'altro, proprio l'implementazione del sistema carcerario panamense con edifici "modulari" Un accordo - scrive il gip di Napoli - finalizzato, «legittimamente», a favorire il consorzio di imprese Svemark, l'unica società in Italia titolare di questa tecnologia. Del consorzio fanno fanno parte Angelo Capriotti e Paolo Passalacqua, il primo legale rappresentante del Consorzio SVE e il secondo della Precetti Spa, mentre presidente viene nominato un tecnico, Mauro Velocci, ex funzionario del ministero della Giustizia, che dopo la sua estromissione dall'affare diventerà il teste-chiave dell'inchiesta. Secondo il gip i vari soggetti coinvolti avrebbero messo in atto una sistematica operazione corruttiva», con la regia di Lavitola. Un'attività svolta con «spregiudicatezza», anche da latitante: in Italia era ricercato, ma lui circolava a Panama con auto di Stato e scorta di un agente. Tutto per concessione del presidente Martinelli, di cui Lavitola quell'estate aveva pagato le vacanze in Sardegna, con annessa visita a Villa Certosa e incontro con l'allora premier Berlusconi. Secondo l'accusa, Lavitola e gli imprenditori italiani, al fine di ottenere la commessa dal governo di Panama, avrebbero promesso la somma di 20 milioni di dollari Usa e un elicottero Eurocopter, con interni in pelle Hermes, da 8 milioni (velivolo che secondo un teste «doveva sopperire alla mancata consegna di un elicottero promesso come tangente da Augusta che aveva concluso un contratto con il governo di Panama»). L'affare sfuma, ma nel frattempo diverse mazzette - per un importo complessivo di svariate centinaia di migliaia di dollari - sono già state versate. Nell'ordinanza si citano quattro episodi. Il primo (ottobre-novembre 2010) è un versamento di 64 mila dollari «destinati al presidente Martinelli», consegnati da Capriotti «in una valigetta di colore scuro» a "Frankie", il cugino del presidente. Sempre Capriotti avrebbe corrisposto (nel gennaio 2011) 16 mila dollari al ministro Mendez. Nel marzo 2011 ci sarebbe stato un versamento di 60 mila dollari a Passalacqua, secondo l'accusa destinati a Martinelli. L'ultimo e più importante «corrispettivo illecito» di denaro, pari a 530 mila euro «destinati al presidente Martinelli, su indicazione di Lavitola», sarebbe stato effettuato nel maggio-giugno 2011.