«Siamo al fianco di chi soffre come noi»
VOGHERA Sotto l'acqua a dispetto dei suoi 83 anni. Sta lì, con la piega fresca di parrucchiere e a mo' di scialle una bandiera tricolore con la scritta Eternit-Giustizia. Romana Blasotti Pavesi, trent'anni passati a combattere l'amianto della Eternit. Quello che impestava l'aria di Casale Monferrato. Quello che le ha portato via il marito, la figlia, la sorella, il nipote e la cugina. «E' una grande lotta che non è mai finita – dice la presidente dell'Associazione familiari vittime (Afeva) –Siamo qui perchè non c'è niente di più vicino di chi ha provato la stessa sofferenza». E lo dice chi non è riuscita neppure a versare una lacrima alla condannato a 16 anni dei due responsabili della strage silenziosa di Casale. «Di lacrime non ne ho più – racconta – La nostra sofferenza ci ha lasciato una grande storia che non dimentichiamo e che non intendiamo dimenticare. Il denaro non deve prevalere sulla vita. Da oltre 30 anni a Casale si combatte contro l'amianto e ne siamo certi: il denaro non deve prevalere sulla vita. Siamo partiti con la nostra battaglia quando Casale aveva 20 morti l'anno, ormai superiamo le 50 vittime ogni 12 mesi. E continueremo a batterci. Ci siamo fatti conoscere in tutto il mondo. Il mese scorso siamo stati premiati in America per il lavoro che abbiamo fatto, ma dobbiamo continuare. Dobbiamo ancora vedere i risultati sia in termini di bonifica nazionale, sia sul fronte della ricerca perchè fino ad oggi il governo non ha ancora la percezione di quello che accade. Il ministro Renato Balduzzi si è molto interessato alla questione di Casale ed è intenzionato a mettere una sua parola affinchè la ricerca sia più chiara, forte e più collegata e abbiamo una speranza che prima non avevamo. Non lasceremo perdere. Mondialmente ci sono troppi morti, ora dobbiamo combattere anche per il resto del mondo». (l.l)