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di Simona Bombonato wBRONI Se lo scuolabus costa di più, allora il pedobus assume un altro significato rispetto all'alternativa salutista ed ecologica alle quattro ruote. Andare a scuola a piedi in tutta sicurezza diventa - letteralmente - un servizio utile a depennare almeno una voce di spesa dai bilanci già magri delle famiglie vessate da caro-benzina, caro-bollette, Imu, Irpef, per guardare avanti ma non troppo. E' il ragionamento che ha fatto il sindaco Luigi Paroni nel momento in cui ha presentato i rincari al servizio di scuolabus inseriti nel bilancio previsionale 2012. In base all'accordo siglato sabato scorso, il trasporto scolastico passa dagli 80 euro attuali (tariffa su base annua) a quote da un minimo di 90 ad un massimo di 180 euro a seconda della fascia di reddito tra le cinque programmate. Il punto di partenza è stato questo. Quello di arrivo, per altro condiviso dai sindacati e inserito nel documento che ha ricevuto via libera unanime da Cgil, Cisl, Uil, è stato decidere di dare un'alternativa a costo zero ai genitori. Il pedobus, appunto. C'è a Stradella, dove non a caso la giunta sta reclutando volontari per estendere i quattro percorsi in vigore da un anno dai 500 metri attuali a un chilometro, e ci sarà presto anche a Broni. «Visto il successo riscosso nei Comuni in cui è già in funzione – premette Paroni – abbiamo inserito nell'accordo con i sindacati la possibilità di istituire il servizio anche qui. Si tratta di un'iniziativa connotata da forte valenza sociale – continua il sindaco – in quanto favorisce l'interazione tra i bimbi. E' salutistica, visto che camminare fa bene; inoltre permetterebbe alle famiglie di risparmiare sulle spese di trasporto dei propri figli, si tratti di benzina o dello scuolabus. Infine, non va dimenticata la portata ecologica, visto che contribuirebbe a ridurre il traffico nelle ore di punta». Meno gas di scarico, meno inquinamento. L'idea è stata messa su carta, almeno a livello di intenzione dichiarata. Ora c'è da studiare quali e quanti saranno i percorsi verso le scuole elementari di via Emilia e con quali forze in campo. In questo senso si terrà conto dell'esperienza di Stradella. Qui, il pedobus sta concludendo il primo anno di sperimentazione. Quarantatré gli iscritti, dai 6 agli 8 i dipendenti comunali utilizzati nei turni tra andata e ritorno assieme a 15 volontari. «In bocca al lupo a Broni», il commento dell'assessore al Welfare di Stradella Piergiorgio Maggi. Che tra l'altro sta cercando dagli 8 ai dieci volontari proprio per allungare i quattro tragitti in cui si va a piedi. Per distanze dai 500 metri al chilometro c'è pur sempre lo scuolabus. A piedi però, oltre a far del bene a se stessi e all'ambiente, non si spende un centesimo.