Coni: «Ma nei controlli siamo avanti»
PAVIA Il caso è scoppiato per la morte di un calciatore, ma la questione riguarda ovviamente tutti gli sport e non soltanto il pallone. Come viene garantita la sicurezza degli eventi agonistici, soprattutto man mano che si scende verso le competizioni di carattere dilettantistico e amatoriale? «Quanto alla presenza di un defibrillatore, per restare al tema posto dopo la morte di Morosini del Livorno, so che qualcuno ce l'ha ma non esiste alcun obbligo di tenerne uno a disposizione – dice Oscar Campari, presidente provinciale del Coni – non è, comunque, soltanto un problema di costi elevati di questa apparecchiatura. Bisogna anche avere personale in grado di usarlo. Invece, anche se ogni sport ha il proprio regolamento, la presenza del medico è obbligatoria in tutte le manifestazioni sportive, anche quelle minori. Senza non è possibile nemmeno cominciare». Secondo Campari, comunque, in Italia ci si muove spesso sull'onda dell'emozione del momento, come è capitato anche in questo caso, dimenticando però che siamo più avanti rispetto a tanti altri Paesi. «I controlli che vengono effettuati dalla nostra medicina sportiva sono molto accurati e scrupolosi, e gli atleti agonisti vengono fermati al minimo accenno di un problema – dice Campari – è chiaro che bisogna fare sempre di più, ma in generale credo che il nostro Paese sia all'avanguardia in confronto ad altri». Il Coni, comunque, sta cercando di attrezzarsi per migliorare ulteriormente la situazione. «Vorremmo organizzare dei corsi di primo intervento – dice ancora Campari – stiamo prendendo accordi per partire con questa iniziativa». (l.si.)