Imu in 3 rate, stretta sulle agevolazioni
di Maria Rosa Tomasello wROMA «Tre rate o due rate, quello che è certo che con l'Imu si sta ormai rasentando il ridicolo». Con questo sarcastico commento, Claudio Siciliotti, presidente dei commercialisti italiani, accoglie il via libera della commissione Finanze della Camera al pagamento in tre tranche della nuova imposta sugli immobili: il 16 giugno, il 16 settembre e il 16 dicembre. La prima e la seconda saranno pari ciascuna a un terzo dell'imposta calcolata applicando l'aliquota base dello 0,4% e le detrazioni; la terza, a saldo, a conguaglio delle rate precedenti e tenendo conto di eventuali aumenti decisi dalle amministrazioni comunali. «Ci sono Paesi che per imposte simili mandano bollettini precompilati, lasciando ai contribuenti e ai loro profesisonisti un rapido compito di verifica sulla correttezza degli importi» accusa Siciliotti. «Da noi siamo arrivati a costruire una imposta per la quale il contribuente non deve solo procedere ai conteggi totali, ma deve pure provvedere lui a conteggiare quanto va allo Stato e quanti ai Comuni. Altro che semplificazione fiscale». La decisione lascia l'amaro in bocca anche ai sindaci, che nei giorni scorsi, avevano lanciato l'allarme sul rischio di svuotamento delle loro casse: «E' giusto introdurre l'Imu, ma non può essere organizzata come ci viene proposta oggi» commenta il sindaco di Torino Piero Fassino, «ai Comuni con l'Imu di oggi andrebbe solo l'80 per cento di quello che incassavano con l'Ici. E una ulteriore rateizzazione sarebbe per i Comuni insostenibile perché creerebbe difficoltà nei flussi di cassa». Nessuna modifica, invece, com'era stato richiesto dall'Anci, per le seconde case. Due le scadenze, con acconto il 18 giugno e saldo il 17 dicembre. Per effetto delle nuove regole, a settembre i proprietari di prime case avranno pagato il 66% dell'imposta, mentre le seconde case solo il 50% (ma resta l'ipotesi, da votare in nottata, che il contribuente possa scegliere in quante rate pagare). Dal prossimo anno, tuttavia, il sistema cambierà: entro il 30 aprile, secondo l'emendamento, il dipartimento delle Finanze dovrà pubblicare on line le delibere relative all'Imu e l'importo sarà dovuto in un'unica soluzione. Con lo spezzatino dell'imposta, arriva la stretta sulle agevolazioni sulla prima casa, che si applicheranno unicamente all'abitazione in cui il contribuente e la sua famiglia risiedono anagraficamente. Se i coniugi conviventi possiedono una seconda casa e dichiarano di avere residenze separate nello stesso Comune, non potranno ottenere sgravi. «Lo scopo della disposizione - spiega il relatore Gianfranco Conte, Pdl, - è di evitare elusioni sull'applicazione delle agevolazioni». Buone notizie, invece, per i cittadini dell'Aquila, devastata dal terremoto del 2009, e per i Comuni della provincia colpiti: i redditi dei fabbricati distrutti dal sisma o sgomberati in seguito a ordinanza in quanto inagibli non concorreranno alla formazione del reddito ai fini Irpef e Ires (l'imposta sul reddito delle società) e saranno esentati dal pagamento dell'Imu «fino alla definitiva ricostruzione e agibilità». E' stata approvata l'esenzione dell'imposta di bollo per gli affitti soggetti a cedolare secca del 20% e l'esenzione delle imposte di registro e di bollo in caso di fideiussione a favore del conduttore. Novità per le modalità di pagamento: l'Imu potrà essere versata non solo con il modello F24, ma anche attraverso bollettino postale a decorrere dal primo dicembre 2012. Resta, invece, la norma che prevede il pagamento dell'imposta per la casa lasciata libera dagli anziani costretti a stare in casa di riposo, definita «vergognosa» dalla Lega, e sulla il Pdl chiede a gran voce un ripensamento. ©RIPRODUZIONE RISERVATA