Patto di stabilità, scatta la rivolta
Tutti insieme accanto alla ruspa che sta scavando il tracciato della futura rotonda che metterà in sicurezza il bivio dell'ex statale tra Broni e Stradella. L'assessore provinciale Maurizio Visponetti annuncia che i lavori saranno terminati in 6 mesi: «Oltre a realizzare la rotonda, che sarà dotata di una torre faro, allargheremo la strada nel tratto che porta da questo incrocio al cimitero di Broni . In tutto 3 chilometri. Dai 7 metri attuali le carreggiate passeranno a 10 metri e mezzo. In tutto i lavori di riqualificazione costeranno un milione e 50mila euro». Il sindaco di Campospinoso Paolo Fasani spiega che «sono state sfruttate le sinergie tra gli enti pubblici per realizzare altre due rotonde». Una sempre sulla Bronese all'altezza di Campospinoso che servirà la nuova zona degli insediamenti produttivi (verrà ultimata entro l'estate e costerà all'Unione dei Comuni 430mila euro) e l'altra sulla strada che collega Albaredo a Barbianello. «Sarà una piccola rotonda – spiega il sindaco di Albaredo Francesco Preda – che sorgerà lungo la strada della Raggia, via per la quale è in corso un intervento di riqualificazione. Spenderemo circa 210mila euro. L'opera è inv ia di appalato e sarà pronta nella primavera del 2013». «Le rotonde – dice Visponetti - avranno anche la funzione di abbattere il problema della velocità delle auto lungo la Bronese. Un problema molto sentito nei centri abitati». Se è pur vero che incidenti dovuti all'alta velocità lungo la Bronese ce ne sono stati parecchi, è vero anche che lungo tutto la strada il limite è a 50 chilometri all'ora, fatto salvo l'ultimo tratto che va dalla frazione Moranda al Tornello dove il limite arriva a 70 all'ora. di Linda Lucini wBRONI Ci sono tre sindaci (Broni, Campospinoso e Albaredo) c'è l'assessore ai lavori pubblici della Provincia Maurizio Visponetti, c'è il presidente della Provincia nonchè senatore Daniele Bosone. Basta una frase di quest'ultimo sul patto di stabilità per dar fuoco alle polveri e far partire la rivolta contro le norme che strozzano i conti dei Comuni. «Speriamo che il governo riveda il patto di stabilità - dice Bosone – Da parte mia a Roma mi sono già schierato e non voterò più la fiducia a provvedimenti dove sono contenuti inasprimenti del patto di stabilità. Se strozziamo gli enti locali ma la crescita del territorio non si farà. Abbiamo decine di milioni di euro da investire sul territorio e non li possiamo spendere». Visponetti rincara la dose: «Non sappiamo neppure se riusciremo a pagare le imprese a cui abbiamo dato gli appalti». Il sindaco di Campospinoso definisce il patto di stabilità una tagliola: «Andrebbe riformulato in base alle capacità finanziarie e sull'andamento dei Comuni – spiega Paolo Fasani – . Ci sono amministrazioni virtuose che non possono investire e sono trattate alla pari di Comuni che hanno fatto scelte sbagliate. Ci sentiamo cornuti e mazziati. Così non possiamo dare un sostegno all'economia locale. Sono i piccoli lavori sul territorio che danno un vero aiuto all'economia locale. Se al patto di stabilità si aggiunge l'impossibilità di fare assunzioni di persone che lasciano il lavoro, il quadro è fatto». «Noi il patto lo rispettiamo – dice il sindaco di Broni Luigi Paroni – ma è chiaro che bisogna gestire il Comune con la massima attenzione. Con tutte le difficoltà che comporta, rispettiamo una normativa che andrebbe opportunamente rivista». Interpellato il sindaco di Montù Amedeo Quaroni aggiunge: «Se non cambiano prospettiva, l'anno prossimo anche noi saremo soggetti al patto di stabilità e avremo le mani legate perchè i piccoli Comuni faticano più degli altri». E' infuriato il sindaco di Stradella Pier Angelo Lombardi: «Il patto ci impicca, tant'è che stiamo prendendo in considerazione l'ipotesi di non rispettarlo. Ma, stando a quello che hanno approvato l'altro giorno a Roma, la situazione ora si complica perchè chi esce dal patto invece di pagare una semplice penale ora dovrà rientrare per lo stesso ammontare entro tre anni. Negli ultimi anni abbiamo pagato in media un milione e mezzo di lavori, ma ci resta ancora da saldare fatture per un milione di euro per opere che risalgono anche alla fine del 2010. I soldi ci sono, ma non possiamo spenderli. Se i Comuni possono rilanciare la crescita perchè bloccarli? Stando ai dati dell'Anci, attraverso il patto i Comuni hanno contribuito per 13 miliardi ai conti dello Stato. I Comuni sono sul piede di guerra perchè è impossibile coniugare crescita della città, sviluppo economico e patto».