Brasilia, si punta su Finlombarda

RETORBIDO La ciambella di salvataggio per Brasilia potrebbe arrivare dal fondo a sostegno delle imprese in difficoltà di Finlombarda, la finanziaria della Regione Lombardia. Ma per accedere ai contributi, è necessario che la proprietà faccia al più presto la massima chiarezza sui conti del gruppo industriale e sulle strategie: vuole restare in provincia di Pavia, delocalizzare o chiudere? Questo il messaggio forte emerso dall'incontro svoltosi ieri mattina in municipio, su iniziativa del sindaco Isabella Cebrelli. Attorno al tavolo, i tre consiglieri regionali pavesi Vittorio Pesato, Giuseppe Villani e Angelo Ciocca, il consigliere provinciale Torlaschi, i sindacalisti di Fim-Cisl, Nadia Zambellini e di Fiom-Cgil, Renzo Scinaldi, oltre a una folta delegazione di lavoratori, senza stipendio da sette mesi e in sciopero da quasi due settimane. La proprietà, pure formalmente invitata, non si è presentata ma ha fatto pervenire una lettera per scusarsi dell'assenza e manifestare la disponibilità ad un successivo incontro. Disponibilità colta al balzo: già lunedì il sindaco Cebrelli contatterà Brasilia per fissare la data del faccia a faccia, che presumibilmente si terrà venerdì prossimo, forse in Comune. Un confronto al quale parteciperanno non solo i sindacati, ma esteso anche a livello istituzionale, con i consiglieri regionali, l'Amministrazione provinciale, il Comune; si tenterà di coinvolgere anche le omologhe istituzioni piemontesi, visto che lo stato di crisi riguarda anche la ex Gino Rossi di Pontecurone, stabilimento che con quello di Retorbido fa parte del gruppo Brasilia, per un totale di quasi duecento dipendenti. La raccomandazione giunta dal sindacato è stata quella di andare a scoprire le carte dell'azienda, senza però trascurare il canale di comunicazione con la proprietà già attivato dalla Provincia e dalla prefettura; l'altro imput è stato quello di considerare che anche i lavoratori di Pontecurone sono nella stessa barca dei colleghi di Retorbido. Priorità assoluta, dunque, al pagamento delle mensilità arretrate. Condivisa dalle diverse componenti politiche la necessità di tenere in ogni caso aperto il tavolo provinciale sul lavoro, con un monitoraggio delle situazioni di crisi e l'attivazione immediata degli strumenti che possano consentire di intervenire prima che sia troppo tardi. E' esattamente la partita che si sta giocando sul fronteBrasilia. E visto che l'azienda continua ad accampare difficoltà nel reperire finanziamenti e liquidità che le consentano di far ripartire la produzione, ferma ormai da settimane, rispetto a un mercato che tira e ad un ricco portafoglio ordini, l'asso estratto ieri è stato quello del fondo «Crediti adesso» di Finlombarda, studiato proprio per le imprese che pur vantando posizioni solide di mercato, rischiano di perderle fino alle estreme conseguenze per la mancanza di liquidità. Ma per sfruttare questa chance, bisogna che Brasiliasveli tutte le sue carte. E' disposta a farlo? (r.lo.)