Il mistero delle 24 macchie di sangue

di Anna Mangiarotti wVIGEVANO Ventiquattro macchie di sangue sulla scena del crimine: la casa dove è morto Marco Chiapparoli, l'insegnante vigevanese 35enne ucciso a Carisolo (Trento), dove abitava con la fidanzata Ina Celma, 33 anni, indagata per omicidio volontario. Ma la perizia–medico legale appena depositata analizza una sola di queste tracce ematiche, la più grande, formatasi sotto il cadavere. Quindi l'avvocato della famiglia Chiapparoli, Enrico Zaccone, chiederà di esaminare anche le altre macchie – per ricostruire meglio la dinamica del delitto, avvenuto il 19 ottobre 2011 – durante l'incidente probatorio per l'esame della perizia, fissato per il 19 aprile prossimo. Resta da vedere se il giudice dell'udienza preliminare concederà questi approfondimento. Chiapparoli è stato trovato con la gola tagliata: la presunta arma del delitto è un coltello da cucina. Lo avrebbe usato secondo le accuse la convivente della vittima, attualmente ospite dell'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere. Sempre secondo la perizia, la donna avrebbe aggredito il fidanzato verso le 6.30 del mattino in camera da letto, poi sarebbe rimasta a vegliarlo per circa sei ore, prima di andare in bagno e ferirsi con lo stesso coltello. Il lasso di tempo viene stabilito proprio analizzando il diverso livello di coagulazione delle macchie di sangue, nella stanza dove è morto l'insegnante e nel bagno. I periti nominati dal giudice hanno prelevato tracce biologiche e impronte digitali, su una scena del crimine rimasta inalterata. La procura di Trento ipotizza che sia stata la donna a ferire il convivente con 5 colpi, di cui uno mortale al collo. Poi avrebbe tentato il suicidio, tagliandosi le vene dei polsi e ferendosi all'addome. Le analisi dovevano accertare anche l'ora della morte e la distanza temporale con il tentativo di suicidio di Ina Celma, stata trovata in stato confusionale nella camera da letto, accanto al cadavere di Marco Chiapparoli. La donna era stata poi ricoverata all'ospedale di Trento e sottoposta ad un intervento. Per la perizia medico legale, il giudice Carlo Ancona ha conferito l'incarico ad Elena Pellini, dell'istituto di Medicina legale di Verona – che aveva eseguito l'autopsia – affiancata per irilievi su tracce e impronte da Domenico De Leo e Stefania Turlina. La famiglia Chiapparoli ha invece nominato come consulenti il medico legale Anna Tessadri e il genetista Marzio Massimiliano Capra, che è stato consulente di parte civile nell'inchiesta sul delitto di Garlasco, come incaricato dai famigliari della vittima Chiara Poggi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA