L'asse Confindustria-Pdl non piace al Pd

ROMA La Bce annuncia che nell'area dell'euro è previsto un ulteriore peggioramento dell'occupazione mentre Monti incontra Alfano per proteggere dal «fuoco amico» di Pdl e Confindustria la riforma del lavoro. Nel mirino quella parte del provvedimento che regola le assunzioni. E' stato Cicchitto, capogruppo dei senatori del Pdl, a spiegare che il suo partito vuole proteggere le imprese. Lo scambio che il centrodestra propone è, dunque, una maggiore flessibilità in entrata (la conferma di contratti di precariato e il rifiuto di far pagare di più quelli a tempo determinato) per bilanciare il reintegro sull'articolo 18. I berlusconiani promettono una cascata di emendamenti al Senato dove il provvedimento è approdato. Anche Alfano e Marcegaglia si sono incontrati e «condiviso - ha precisato la presidente uscente di Confindustria - l'obiettivo di apportare alcune modifiche al disegno di legge concentrandoci sul tema della flessibilità in entrata». Dal Pd sono giunti segnali preoccupati di fronte a questa offensiva del Pdl. Lo stesso segretario Bersani avverte che «bisogna stare nel solco del progetto di legge sulla riforma del mercato del lavoro e non ci sto a un allungamento dei tempi di approvazione e a manovre dilatorie che mi preoccuperebbero molto». Se, come ha ripetuto ieri Marcegaglia «centinaia di imprese sono preoccupate dalla riforma», c'è da registrare anche il duro giudizio della Cgil per motivi opposti. Mercoledì il sindacato ha consegnato alla commissione Lavoro del Senato una memoria che smonta il ddl e chiede profonde modifiche. Per Susanna Camusso nel testo finale «ci sono degli oggettivi arretramenti e non c'è una risposta ai giovani di questo Paese. Così come sugli ammortizzatori c'è troppa frettolosità». Sull'articolo 18 la Cgil, valuta positivamente la riconquista dello strumento del reintegro nel caso di liceniamenti economici insusssistenti. Ma ha proposto una nuova modifica per evitare che rsti sulla carta: l'eliminazione del termine "manifesta" a proposito della insussistenza del fatto posto alla base del licenziamento per motivi economici. Anche la Cgil respinge l'offensiva del Pdl perchè incentiverebbe la precarietà «che ha già indebolito ulteriormente la nostra economia, ha bruciato due generazioni di giovani che non hanno una prospettiva certa». Anche Bonanni, segretario della Cisl, ha espresso preoccupazione per i «proclami» che vengono lanciati dal fronte delle imprese. poi ci sono «anche i partiti« che stanno «girando la manovella del fumo e questo non ci porterà beneficio per lo spread». Intanto proseguono gli scioperi territriali e di categoria. Ieri i metalmeccanici della Fiom hanno occupato la tangenziale di Bologna mentre la Fillea-Cgil ha proclamato quattro ore di sciopero dell'edilizia. (v.l.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA