La musica barocca incontra gli affetti dell'anima

La rassegna "Riscopri la tua città" proseguirà il 26 aprile nella chiesa di San Pietro o Don Orione, il 10 maggio nella chiesa della Resurrezione nella quale sarà di scena la Polifonica A. Gavina, il 24 maggio nella piazza Cesare Battisti , che ospiterà il concerto a cura del Corpo musicale Città di Voghera, il 7 giugno nella chiesa di Gesù Divino Lavoratore con la Mandolinistica Estudiantina e, infine, il 14 giugno nella chiesa del Carmine con l'esibizione della Chitarrorchestra di Voghera. VOGHERA Apre ufficialmente questa sera alle 20.45, nella chiesa di San Giuseppe (del XVIII secolo, in via Plana) la terza edizione della rassegna "Riscopri la tua città" organizzata dall'assessorato alla Cultura del Comune di Voghera. Ad inaugurare il percorso - che unisce la musica alla riscoperta di alcuni tra i più importanti luoghi storici della città e che durerà fino al 14 giugno (sempre di giovedì, alle 20.45, con ingresso libero) - sarà il gruppo vocale Audite Nova di Voghera diretto da Mario Giaccoboni, con un concerto intitolato "Lachrimae. Affetti dell'anima", con Fabio Delfini al cembalo e Silvio Malinverno al trombone (ideazione e coordinamento di Chiara Scotti e Mario Giaccoboni). Il programma della serata è diviso in sette parti, ciascuna composta da due brani: Lachrimae Antiquae ("Miserere" di T.L da Victoria, "Paduana Lagrima I" di M. Schildt), Lachrimae Antiquae Novae ("O cor soave" di F. Soto de Langa, "Ecce quomodo moritur" di M.A. Ingegneri), Lachrimae Gementes ("Domine convertere" di O. di Lasso, "Parce mihi Domine" di C. de Morales), Lachrimae Tristes ("Sicut cervus", "Super flumina di G.P. da Palestrina), Lachrimae Coactae ("Paduana Lagrima II, III" di M. Schildt, "O Domine Jesu Christe" di G.P. da Palestrina), Lachrimae Amantis ("Flow my tears" di J. Dowland, "Mille regrets J. des Prez), Lachrimae Verae ("Flow my tears" di J. Dowland, "O salutaris hostia" di P. de la Rue). «Nella musica barocca il tema del pianto è sicuramente uno dei più frequentati, prova ne è che intere composizioni portano già nel loro titolo i nomi di pianto, lamento, lacrime – dice Mario Giacobboni, direttore artistico di Audite Nova - Lungi dall'essere considerato, come oggi troppo spesso accade, un momento di debolezza, il piangere era visto semmai come manifestazione esteriore e concreta di una "crisi", di un conflitto dell'anima. Non mancavano sicuramente neanche allora le "lacrime di gioia", ma è sul dolore che sembra concentrarsi la maggior parte della produzione artistica del periodo, sia figurativa che letteraria e musicale». L'idea, già nota nel medioevo, che la musica potesse commuovere e portare al pianto, viene ripresa e amplificata nel Seicento e nel Settecento. «Per "purificarsi" e quindi elevarsi al di sopra della brutalità – continua Giacobboni - bisogna passare attraverso il dolore, bisogna saper piangere e raffinare col pianto le asprezze del cuore. E' così che la lacrima diventa quasi il simbolo di questo procedimento "alchemico" che avviene all'interno dell'uomo stesso, distillato etereo di tutte le umane passioni, emozioni, gioie e sofferenze». Dal 1980 la formazione Audite Nova opera sul territorio pavese e non solo e all'inizio del 2011, diventa un'associazione musicale volta a promuovere percorsi culturali – sia teorici che pratici - relativi a discipline incentrate principalmente sul corpo, la voce e il movimento. Elemento stabile dell'associazione è il gruppo vocale Audite Nova che si dedica allo studio ed all'esecuzione di musica antica - in particolare del Medioevo e del Rinascimento, sia a cappella sia in collaborazione con solisti vocali e strumentali – portando in giro un repertorio composto da brani gregoriani, polifonici medievali e rinascimentali. (m. piz.)