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MARCIGNAGO Un senso unico che non funziona n Nel mese di novembre l'amministrazione del Comune di Marcignago ha introdotto sulla via principale del paese il senso unico . Ciò è avvenuto senza che in alcun modo venisse interpellata la cittadinanza, edotta della decisione per mezzo di uno scarno volantino e, successivamente, con un incontro pubblico organizzato a solo scopo illustrativo in quanto, di fatto, la decisione era già stata presa. L'iniziativa, è stata giustificata dal perseguimento di detti obiettivi: riduzione del traffico e miglioramento della fruibilità di via Umberto I da parte di pedoni e ciclisti; allargamento dei marciapiedi (con irreversibile restringimento della carreggiata e conseguente impossibilità, in futuro, di ripristino dell'originario doppio senso di circolazione). A circa sei mesi di distanza, pare opportuno sottoporre all'Amministrazione alcune osservazioni. La nuova viabilità risulta penalizzante per alcuni residenti, in particolare per coloro che abitano a nord di vicolo Re, costretti a percorrere lunghi tratti per raggiungere il centro del paese in automobile; parlare di traffico sostenuto a Marcignago pare francamente grottesco: al più si può osservare una viabilità poco scorrevole in alcuni momenti della giornata, fronteggiabile con accorgimenti meno drastici. Invero, ugualmente efficaci e meno invasive sarebbero state soluzioni alternative quali l'applicazione del senso unico a fasce orarie, oppure ad un tratto limitato di via Umberto I, o ancora - come tra l'altro già avviene efficacemente in altri comuni - il mantenimento del doppio senso di circolazione e il contestuale divieto di accesso ai non residenti in alcune fasce orarie. L'introduzione del senso unico e la conseguente disagevole fruibilità della via principale da parte degli automobilisti ha avuto, indubbiamente, ripercussioni negative sugli esercizi commerciali, i quali per lo più si affacciano su via Umberto I, con conseguente calo delle vendite e, ahimé, reale rischio di chiusura. Una scelta di viabilità tanto incisiva dovrebbe essere condivisa con la popolazione e non imposta quale decisione irrevocabile, tanto più che mai, dati di traffico alla mano, ne è stata provata la reale necessità. Per chi sostiene di "lavorare per il bene del paese", non dovrebbe essere un problema rivedere la decisione dando voce alla cittadinanza. Lettera firmata PAVIA La multisala che porta tristezza n Con l'apertura della multisala di San Martino , vengo colta da una tristezza incredibile, penso alla mia città che prima era dominata da locali serali, da piscine e da discoteche (tra cui il mai dimenticato Docking). Ora che anche le sale sono in pericolo , credo che le nostre autorità debbano battersi per la stabilità di queste strutture che svolgono un ruolo prioritario per molte persone che abitano questa città e che credo vogliano rimanere ancorate alle loro origini. Mi auguro che con delle rassegne culturali Pavia possa mantenere vivo lo spirito cinefilo dei cittadini e non solo , continuare l'apertura dei nostri locali che, anche se non nuovissimi , come la neonata multisala, possono conservare il loro fascino. Paola C. SCANDALO BOSSI L'epilogo a sorpresa della Lega n Dopo le sue dimissioni da segretario della Lega, i commentatori fanno a gara per commiserare l'uomo e per evidenziare il "dramma umano" di Umberto Bossi che ha avuto "dignità, senso di responsabilità e coraggio" nell'affrontare una situazione che lo vedeva coinvolto direttamente e tramite la sua famiglia in affari sporchi di appropriazione indebita. Nessuno invece ha ricordato quando Umberto Bossi, per molto meno, elargiva a destra e a manca titoli di mafioso, di ladro, di corrotto e via insultando o quando alzava il dito medio o faceva il gesto dell'ombrello… Tutte le accuse (fondate) che lui e la Lega rivolgevano alla classe politica in generale assumendo per sè il ruolo dei puri e dei diversi, si sono rivelate addossabili a Bossi e la Lega. Un partito che aveva assunto come bandiera la "diversità" e la lotta senza quartiere ai peccati della politica, non appena raggiunta Roma e il potere ha fatto presto ad adeguarsi . Siro Zangrandi Pieve Porto Morone