Vendola indagato: «Favorì un primario»
di Fiammetta Cupellaro wROMA Indagato per abuso d'ufficio, per aver favorito la nomina di un primario all'ospedale San Paolo di Bari. Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia ieri ha deciso di giocare d'anticipo. Poche ore dopo aver ricevuto l'avviso di conclusione indagini dalla Guardia di Finanza ha convocato una conferenza stampa e ha dato lui stesso la notizia. Il reato contestato al Governatore è «concorso in abuso d'ufficio». Oltre a lui è indagata Lea Cosentino, l'ex direttore generale della Asl di Bari coinvolta in quella lunga indagine che riguarda la gestione della sanità in Puglia, divisa ormai in diversi filoni e che va avanti da tre anni. «L'accusa nasce solo e soltanto dalle dichiarazioni di Lea Consentino che descrive i fatti secondo la sua memoria» ha sottolineato Vendola. Sarebbe stata dunque Lady Asl, arrestata nel gennaio 2010 proprio dalla procura di Bari e già rinviata a giudizio, ad accusare apertamente Vendola durante un interrogatorio del gennaio scorso. Secondo la procura, Vendola e Cosentino sono indagati perchè dal 25 settembre 2008 al 19 aprile 2009 «Lea Cosentino, nella qualità di direttore generale, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso ed in tempi diversi, su istigazione di Vendola, presidente della Regione in violazione dei principi costituzionali di buona andamento ed imparzialità della pubblica amministrazione, hanno procurato a Paolo Sardelli un ingiusto vantaggio patrimoniale». Sempre secondo i magistrati per far vincere il concorso a Sardelli si erano addirittura riaperti i termini per la presentazione delle domande per il conferimento dell'incarico di direttore della struttura di Chirurgia Toracica al San Paolo. Scrive il procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno: «Vendola assicurava alla Cosentino la propria protezione da rilievi e/o iniziative di terzi interessati ('non ti devi preoccupare di questa cosa! Ti copro io!')... al fine di favorire la situazione personale di Sardelli segnalata da Vendola ('quel concorso deve vincerlo Sardelli'». Immediata la reazione del Governatore: «Questi virgolettati non sono attribuibili a me, ma alla dottoressa Cosentino. Non sono intercettazioni. Senza le frasi della Cosentino non si sarebbe potuto prefigurare il capo d'imputazione nei miei confronti». Per Vendola, dunque, quelle dichiarazioni sono state dettate dal rancore della manager che nel settembre 2009 è stata destituita dalla carica di direttore generale dell'Asl di Bari dalla giunta regionale perchè finita in due fascicoli dell'indagine sulla sanità: uno riguardava una sorta di Spy story (la bonifica di microspie negli uffici dell'Asl), l'altra irregolarità commesse nella selezione per conferire l'incarico di un altro primario. Quella volta si trattava della struttura di Allergologia e Immunologia all'ospedale di Altamura. L'ultima battaglia contro la Regione Puglia «Lady Asl» l'ha iniziata qualche settimana fa quando i suoi avvocati hanno presentato al Governatore Vendola un risarcimento di 3 milioni di euro. Il suo licenziamento da direttore generale sarebbe stato «illegittimo» e le «ha causato gravi danni alla salute». ©RIPRODUZIONE RISERVATA