«Derthona da risvegliare Tocca anche ai dirigenti»
TORTONA Settimana di umori altalenanti in casa Derthona. E il bomber Cristiano Marrazzo difende la squadra. Dopo la sfuriata della dirigenza nello spogliatoio sabato scorso, per la sconfitta pesante subita dal Valle d'Aosta (4-1), e dopo quattro gare senza vittoria, è tornata la calma martedì, quando è stato comunicato ai giocatori che nessun provvedimento drastico è stato preso. Le minacciate epurazioni di massa, la cacciata dell'allenatore Cristiano Bacci, la scelta di mandare in campo solo la juniores da qui alla fine sono rimaste idee dettate dalla delusione di un momento e il patron Flavio Tonetto e i dirigenti hanno ricomposto la situazione. Da due giorni il tecnico Bacci ha ripreso a dirigere gli allenamenti in vista della partita di domenica contro la Lavagnese, gara che risulterà decisiva per un eventuale piazzamento play off, poiché i liguri si trovano al quinto posto (52), ultimo disponibile, con due punti di vantaggio sui leoncelli. Logico quindi che vincere in trasferta sarà fondamentale. Ma dopo queste incertezze e dopo il provvedimento preso del blocco dei rimborsi, è comprensibile che gli umori non siano dei migliori all'interno del gruppo. Interessante verificare il polso della situazione da parte dei giocatori più rappresentativi, in particolare da chi non ha fatto mai mancare impegno e resa personale. Carmine Marrazzo, elemento sempre tra i migliori in campo anche nelle giornate più negative, autore di 19 reti finora, esprime le sensazioni diffuse nello spogliatoio. «Certamente il momento non è facile, tutti siamo responsabili di quanto sta accadendo in queste partite. Tocca ai giocatori certamente assumersi le proprie responsabilità, così come a tutto l'ambiente Derthona, tecnici, dirigenti, società, fino agli inservienti». Che effetto vi fa sentirvi accusati di scarso rendimento? «Ognuno deve reagire secondo coscienza, credo che tutti noi abbiamo sempre cercato di fare il massimo, l'impegno non è mai mancato e credo sia evidente. Avremo comunque commesso i nostri errori, com'è vero che i risultati non arrivano. Personalmente mi sento a posto, credo di avere sempre fatto la mia parte. Comprendo la delusione dei dirigenti e accetto che tutti siano sullo stesso piano. Però, ribadisco, oltre ai giocatori che sono naturalmente i principali responsabili perchè vanno in campo, tutti devono assumersi la propria parte». Stefano brocchetti