Lavoro, la Confindustria ora chiede più flessibilità
di Vindice Lecis wROMA L'asse Confindustria-Pdl punta a modificare la riforma Fornero sul versante della «flessibilità in entrata». Accantonata la questione del reintegro, Emma Marcegaglia ha aperto un nuovo fronte sulla giungla contrattuale che determina precariato (46 forme diverse attualmente in vigore) trovando sponda nel centro-destra. Una dichiarazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Catricalà, sulla possibilità di modifiche, è stata subito presa al balzo da Giampaolo Galli direttore generale di Confindustria, che ha anche ribadito il «rammarico» sul fatto che il verbale di accordo sulla riforma (il riferimento è all'articolo 18) che era già stato sottoscritto è stato poi cambiato con l'intesa Bersani-Monti. Il governo è sotto il pressing di sindacati, associazioni imprenditoriali e anche nel mirino degli organi di stampa del mondo finanziario che avrebbero voluto una decisione thatcheriana sull'articolo 18. Alla vigilia della discussione parlamentare - da domani in commissione lavoro del Senato con una probabile audizione del ministro Fornero - è arrivato un nuovo affondo del Wall Street Journal che parla di riforma «annacquata» a causa del compromesso al quale Monti «è stato costretto». Marcegaglia ha negato di volere stravolgimenti generali «però ci sono molti punti, in particolare sulla flessibilità in entrata, che se non dovessero venire cambiati, non solo non creerebbero nuova occupazione, ma rischierebbero di ridurla». Oggi si terrà una riunione comune delle associazioni imprenditoriali. Il Pdl, con il presidente dei senatori Maurizio Gasparri, ha annunciato che il ddl «sarà profondamente corretto». La «flessibilità cattiva» non piace nemmeno a Tiziano Treu, relatore del provvedimento ed esponente del Pd. Ma la parte che riguarda l'articolo 18, ha avvertito, «non dovrà essere toccata». Da Raffaele Bonanni (Cisl) è partito invece un appello a Marcegaglia: unire le forze per tagliare le tasse. No totale dalla federazione della sinistra, che domani a Roma svolgerà una manifestzione nazionale contro la riforma aperta a tutta l'opposizione. Venerdì Cgil, Cisl e Uil terranno a Roma una manifestazione nazionale per sollecitare il governo a risolvere la drammatica situazione delle migliaia di persone (oggi l'Inps diramerà il numero esatto, ma ufficialmente sono 65 mila i cosiddetti esodati anche se le stime parlando di 350 mila ) senza più stipendio e senza pensione. I sindacati chiedono una soluzione alla questione delle ricongiunzioni onerose. Il corteo partirà da piazza Esedra alle 9,30 e arriverà in piazza Santi apostoli dove parleranno Camusso, Bonanni e Angeletti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA