Fece stipulare mutuo al collega, indagata

PAVIA Avrebbe fatto firmare un mutuo di dieci anni da 28mila euro al suo collega di lavoro, approfittando della sua menomazione mentale. Con l'accusa di circonvenzione di incapace la procura di Pavia ha chiuso le indagini nei confronti di Manuela Carboni, una donna di 44 anni che abita a Zinasco e lavora come cuoca al San Matteo. Il procedimento penale nei suoi confronti nasce dalla denuncia presentata ai carabinieri dall'uomo, che ha 52 anni e abita a Landriano. L'uomo, che lavora come aiuto cuoco nelle cucine dell'ospedale, aveva spiegato ai carabinieri di avere instaurato con la donna un buon rapporto di lavoro, che durava da tantissimi anni, prima del passaggio in un altro reparto dell'ospedale. A gennaio del 2010 la donna gli avrebbe chiesto di farle da garante per un mutuo. Visto il legame di fiducia, l'uomo aveva deciso di accordare la richiesta. «Così ho firmato i moduli che lei mi ha sottoposto, senza leggerli, proprio in virtù della fiducia che avevo nei suoi confronti», aveva raccontato l'uomo ai carabinieri. Ma poche settimane dopo dalla banca gli arrivò un rendiconto di sintesi, relativo al contratto «da cui si capiva che io avevo avuto un finanziamento di 28mila euro». La richiesta di spiegazioni alla donna aveva invece avuto, come risposta, una serie di rassicurazioni. L'uomo avrebbe pagato solo un mese, il primo, mentre gli altri mesi li avrebbe pagati lei. Una promessa, secondo l'accusa, che non poteva essere mantenuta, perché quel contratto era nato con la consapevolezza dell'inganno. A settembre dello stesso anno, il 52enne, che non riesce più a far fronte alla rata da 120 euro al mese, che gli viene decurtata direttamente dallo stipendio, decide di raccontare quello che gli sta accadendo. Va da un avvocato e apre una causa civile contro la donna. L'azione legale avrebbe, secondo l'uomo, scatenato la reazione della donna, che avrebbe preso a seguirlo e a telefonargli con insistenza. Tuttavia, attraverso la difesa dell'avvocato Antonio Savio, l'accusa di molestie è stata archiviata, insieme alla iniziale contestazione di truffa aggravata. Per la donna, però, è rimasta in piedi l'accusa di circonvenzione di incapace. «Cercheremo di ribaltare la versione della Procura – dice l'avvocato savio –. Sono certo di poter dimostrare l'innocenza della mia assistita». (m . fio.)