Resta solo lo scudetto Il Milan si affida a Cassano

MILANO La Champions League è andata, ora il Milan vuole lo scudetto. E il testa a testa con la Juventus si annuncia duro, in campo e non solo. Dopo gol fantasma e arbitri, all'ordine del giorno delle polemiche, c'è il calendario. La Juventus vorrebbe giocare in contemporanea con il derby milanese nella penultima giornata qualora il titolo fosse ancora in sospeso. Dal fronte rossonero c'è sorpresa per il fatto che nei prossimi 4 turni i bianconeri andranno in campo conoscendo il risultato dei rivali. «Se ci sarà un problema - dice Massimiliano Allegri alla vigilia della sfida con la Fiorentina - la Lega farà le scelte migliori per ripristinare l'equilibrio e smorzare le polemiche. La Lega ha l'intelligenza per capire, valutare in modo equo e non fare casino. Alla fine il campionato sarà regolare bisogna solo giocare e fare punti». La certezza è che la contemporaneità è prevista da regolamento solo per l'ultimo atto del campionato. Tutti discorsi che, in questo momento, passano in secondo piano, come è giusto che sia, per Antonio Cassano, felice e impaziente di sfogare la voglia di giocare accumulata in cinque mesi di stop forzato, per l'attacco ischemico e l'intervento al cuore. Allegri lo ha convocato per la sfida con la Fiorentina, chiarendo che non è un regalo. «Premi non ne do, piuttosto gli compro un uovo di Pasqua... - ha spiegato - Antonio ha una classe immensa con cui può sopperire a una condizione atletica non ottimale. Ha 20-25 minuti nelle gambe, e comunque sta meglio di quando ha esordito con il Milan nel gennaio 2011». Chi non sta bene è Alexandre Pato, al centro di un caso all'interno del club dopo l'ennesimo infortunio rimediato a Barcellona. Allegri non rinnega la scelta di mandarlo in campo dopo lo stop di un mese, il viaggio negli Usa e due soli allenamenti. «Non mi pento: era sereno, ho avuto il via libera e poteva essere utile anche solo 15' - ha spiegato - Mi dispiace, poverino, da due anni è tormentato da questi guai». Della vicenda potrebbe farne le spese Jean Pierre Meersseman, chiropratico di fiducia del Milan che da tre settimane aveva in carico la questione di Pato. Anche alla luce dei numerosi infortuni muscolari della stagione, Antonini e Boateng saranno assenti oggi, come Nesta e Seedorf tenuti a riposo, Allegri sottolinea: «Al netto dei lungodegenti, l'anno scorso abbiamo avuto l'81% di presenze in allenamento e quest'anno il 79%. La Juventus ha avuto meno infortuni, ma l'anno scorso Vinovo era un cimitero - ha sottolineato Allegri - Lo staff medico è competente, mi fido di tutti i miei collaboratori altrimenti chiederei alla società di cambiarli». L'allenatore ostenta serenità. «Il presidente? Non l'ho sentito dopo Barcellona. Il calcio è opinabile, non mi sento accerchiato ma mi diverto a pensare il contrario delle critiche - ha sorriso - C'è rammarico per non aver giocato un secondo tempo diverso a Barcellona, ora però lo scudetto è l'ultimo obiettivo e non dobbiamo farcelo sfuggire».