Campi da calcio cancellato il progetto di via Santa Maria

Tanti calciatori e pochi campi. In tutto i ragazzini che giocano a calcio a Vigevano sono circa 1.200 e i campi a disposizione oggi sono i centri sportivi di Superga e Provigevano e lo stadio comunale Dante Merlo, che ha un campetto in sintetico e il terreno di gioco in erba ormai ridotto allo stremo. Tre strutture sono andate perse e mai rimpiazzate nel giro di quattro anni Chi quest'anno come il Gambolò Gifra ha provato a utilizzare il Cagnola si è trovato in condizione di dover pagare una multa ogni volta per la doccia fredda a cui è costretto l'arbitro. VIGEVANO Una scelta di campo. Anzi una scelta di campi. Quelli che non avranno più le squadre di calcio vigevanesi. Il Comune ha sciolto la convenzione che dà in gestione il terreno di via Santa Maria al Gambolò Gifra che ha iniziato i lavori di costruzione di un centro sportivo nel 2007 e non li ha terminati entro il limite fissato dei tre anni, per mancanza di fondi. Al Gambolò Gifra non l'hanno presa bene e chiedono un campo al Comune. Il primo a cadere fu il Cagnola, che ospitava il Gifra, per far spazio a 14 villette. Doveva essere sostituito proprio dal campo di via Santa Maria. Poi è stata la volta del Masera, in gestione al Vigevano Calcio. Oggi c'è un cantiere fermo e un terreno brullo. Pugliese,attuale presidente, lunedì ha chiesto di sciogliere la convenzione e di poter costruire a proprie spese con l'Accademia Giovani Vigevano, società che sta per nascere. La scorsa estate è stata la volta del Negrone. Il vescovo di Vigevano, che doveva ricevere 50mila euro per le utenze dal Vigevano Calcio, ha deciso che al Negrone ci sarà un oratorio. E adesso tocca al campo di via Santa Maria, costruito a metà. «Il Comune ci ha convocato tre mesi fa - racconta il vice presidente del Gifra, Egidio Suanno - per sapere le nostre intenzioni. Abbiamo risposto che stavamo aspettando che l'amministrazione facesse quanto stabilito dalla convenzione, ad esempio il parcheggio. L'assessore Grechi ci ha confermato l'intenzione di continuare e poi è arrivata la lettera dell'assessore Avalle. Chiedo solo che mi diano un campo dove far giocare i ragazzini e voglio sapere chi ci rimborsa i 75mila euro di lavori già fatti». L'accordo prevedeva che il Gifra, poi divenuto Gambolò Gifra, avesse diritto a un campo. La giunta Bonecchi diede un terreno messo a disposizione dall'Esselunga e stanziò un contributo di 600 milioni di vecchie lire. Non venendo spese subito a fine anno vennero messe a disposizione del bilancio comunale e non furono mai più stanziate dalle altre amministrazioni. E il Gifra se ne fece carico. «Siamo inadempienti, è vero - ma bisogna pensare che i tempi sono cambiati per tutti. Oggi i soldi non ci sono per il Comune che non può fare i parcheggi, ma non li abbiamo nemmeno noi. Con una concessione di 12 anni nessuna banca dà finanziamenti, e comunque stavamo costruiendo una struttura che compete al Comune». Dalle parti del municipio però il ragionamento di Suanno non trova ascolto. «Il terreno sarà messo a disposizione - continua Avalle - all'iniziativa della Regione "Campagna in città", alla quale aderisce l'assessorato all'ambiente. Il Gambolò Gifra non aveva nulla in contrario, ho mandato una raccomandata al presidente Giuseppe Paulon e non mi ha risposto». Un piccolo mistero che si scioglie subito. «Quando mi è arrivata la raccomandata - dice Paulon - mi stavo dimettendo da presidente. L'ho girata subito a Suanno e ora non è più un mio problema». Ma i ragazzini dove andranno a giocare, ora che anche il Cagnola è inutilizzabile, causa docce fredde? «Non mi è arrivata nessuna richiesta dal Gifra - dice Avalle - quando arriverà risponderò. Sulle garanzie date da Grechi posso solo dire che lui è assessore al commercio». Andrea Ballone