Mortara, Omodeo unito contro la settimana corta

MORTARA Preside, genitori, studenti: la settimana corta non piace a nessuno. Sabato mattina la rappresentante d'istituto dei genitori dell'istituto superiore Omodeo (900 studenti tra linguistico,scientifico e ragioneria), Elena Baldi, ha convocato i rappresentanti di classe dei genitori per discutere del provvedimento proposto dall'amministrazione provinciale. Il risparmio arriverebbe dalla chiusura della scuola il sabato e permetterebbe di migliorare il sistema dei trasporti per gli studenti. Il responso è stato però chiaro: «Per affrontare i problemi che porterebbe la settimana corta – ha sintetizzato un genitore presente – serve un vantaggio reale, se no non ne vale la pena». Questo è infatti il vero nocciolo della questione. La nuova struttura oraria delle scuole superiori della Provincia di Pavia porterebbe ad un orario spalmato su cinque giorni, con la chiusura della scuola al sabato e rientri pomeridiani per quasi tutti gli indirizzi. Tra i problemi la mancanza, per molte delle scuole interessate, di uno spazio mensa, oltre ad un orario che sarebbe meno flessibile e costringerebbe gli studenti, soprattutto chi viene da fuori Mortara, a rientrare a casa nel tardo pomeriggio con conseguenti ripercussioni sullo studio a casa. «Non metto in dubbio – ha dichiarato il preside, Pacifico Lavatelli – che alcune scuole professionali possano anche essere favorevoli a questa soluzione, ma sono tipi di scuole che hanno un carico di lavoro domestico inferiore. In un liceo è invece fondamentale avere tempo da dedicare allo studio al pomeriggio». Tra i vantaggi, come detto, il risparmio portato dalla chiusura della scuola il sabato. «La giunta provinciale calcola risparmi per 300 mila euro, – attacca Lavatelli – ma come cittadino vorrò vedere i conti. La scuola difficilmente potrebbe rimanere chiusa il sabato perché è l'unico giorno in cui molti genitori hanno la possibilità di poter parlare con gli insegnanti. Per risparmiare ci vogliono meno sprechi. Quest'anno il caldo è arrivato in anticipo, ma il riscaldamento è rimasto acceso 20 giorni per niente. Viene gestito da Pavia e nessuno ci ha ascoltato». Alberto Colli Franzone