Crisi Brasilia, si spera in un acquirente
di Roberto Lodigiani wRETORBIDO L'ultima sorpresa amara per i lavoratori di Brasilia è stata la lettera con cui la proprietà comunicava la chiusura per le ferie pasquali degli stabilimenti di Retorbido e Pontecurone, da ieri a martedì prossimo. Così, il nuovo presidio di protesta si è svolto di fronte ai cancelli sbarrati della fabbrica, quasi un segnale funesto per il futuro. Rabbia e disperazione, ma anche la voglia di non mollare, sono i sentimenti che si respirano tra gli operai, senza stipendio da settembre e in cassa integrazione. Oggi una delegazione sarà al Fraschini di Pavia, per incontrare Susanna Camusso, leader nazionale della Cgil, mentre per venerdì 13 il sindaco di Retorbido, Isabella Cebrelli, ha convocato una riunione straordinaria in Comune, invitando sindacati e politici. Ma di chiacchiere e promesse al vento, i lavoratori sono arcistufi. Neppure la trattativa aperta dal viceprefetto e dall'assessore provinciale Osculati, che hanno strappato alla proprietà l'impegno (l'ennesimo....) per la ripresa in tempi brevi dell'attività produttiva e per un piano di rientro degli arretrati, gli infonde fiducia. La pazienza adesso è esaurita, questo si coglie nettamente negli umori di gente con famiglia, mutuo da pagare, che tira avanti da sette mesi senza un euro di salario. E così la richiesta che avanza sempre più forte ed insistente alla proprietà è di farsi da parte, se non c'è l'effettiva volontà di salvare l'azienda, e di vendere. Renzo Scinaldi, segretario territoriale Fiom, rilancia: «Ci sono gruppi industriali del settore macchine da caffè realmente interessati». Vedremo. Il presidio continua fino alle cinque, sotto l'occhio discreto dei carabinieri. Tanti vengono a portare la loro solidarietà, tra i vessilli della Fiom, il tricolore, gli striscioni di protesta. Ci sono i consiglieri di minoranza di Retorbido, il grillino vogherese Marfi, il casteggiano Quadrelli dei pensionati Cgil. Giuseppe Villani, consigliere regionale Pd, denuncia «il totale immobilismo e la non trasparenza della proprietà. Ora la priorità è il pagamento degli stipendi». Villani, che ha interessato della vertenza l'assessore regionale Rossoni, il 13 sarà a Retorbido. Graziella Galli, segretario della Camera del lavoro di Voghera, avverte: «Il tempo dell'attesa è scaduto, pensiamo a nuove soluzioni per salvare la fabbrica oppure resterà solo un guscio vuoto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA